riavvolgimento veloce
Michele Monina
"Sono io la causa del tuo male
mi dispiace e resto uguale."
Tiromancino

tutto finisce con un pugno di materia cerebrale che da terra risale lento lento come al rallentatore che insegue una scia di sangue sporco su per una vetrata e dove passa pulisce tutto come nelle pubblicità dello scottex casa fino a che non raggiunge una macchia di sangue bella grossa che campeggia al centro della vetrata come un quadro astratto di quelli che si vedono ai musei di arte moderna un tromp l’oeil si dice o una cosa del genere

che poi il pugno scompare inghiottito dalla macchia di sangue sporco che poi il sangue è sempre sporco e quel sangue lì piano piano scompare dalla vetrata come concentrandosi in un unico punto come prima le scie di sangue e il vetro non diventa del tutto lindo e pulito di quelli che nelle pubblicità ti dicono che ci si può mangiare sopra per capirsi

che vediamo il pugno di materia cerebrale e il sangue e tutto partire dal vetro staccarsi velocemente e partire verso la testa di un uomo che dal suolo si sta alzando come per miracolo si alza in piedi senza fare forza sulle mani o sui bracci ma solo sui piedi così di spalle al vetro com’è oplà in piedi

che allora vediamo in primo piano dietro il vetro l’uomo di spalle con le braccia alzate che dalla sua posizione di scarso equilibrio ritorna in piedi e balza indietro verso un altro uomo che in secondo piano più lontano da noi gli punta contro un fucile di quelli a pompa che si vedono nei film americani che di solito usano i tipi delle gang di negri

e mentre l’uomo con le braccia alzate ritorna in perfetto equilibrio ma sempre con le braccia alzate vediamo qualcosa una saetta qualcosa entrare dentro la canna del fucile a pompa e poi vediamo un lampo come un esplosione provenire proprio dalla canna del fucile stesso e l’uomo che lo impugna passa da una espressione folle a una più fredda e impenetrabile mentre il suo braccio viene scosso da un fremito

che poi vediamo l’uomo che impugna il fucile camminare lentamente sempre come al rallenti che noi lo vediamo camminare all’indietro come un gambero mi si passi la banalità e vediamo l’uomo che ha una macchia rossa sulla camicia celeste mangiarsi parole che ci giungono mute dal filtro del vetro 

ma capiamo che sta urlando qualcosa di terribile lo vediamo dagli sguardi terrorizzati dei presenti in modo particolare dell’uomo il cui cervello è schizzato dal vetro fin dentro la calotta cranica che adesso lo vediamo bene in primo piano come terrorizzato come gli altri ma forse un po' di più

che però tutti abbassano le mani uno dopo l’altro mai che due lo facciano assieme all’unisono che questo avviene mentre l’uomo si allontana sempre camminando all’indietro finché non vediamo un uomo alzarsi da terra dalla posizione un po' innaturale in cui si trovava con la testa ripiegata in avanti come un manichino accantonato in un magazzino

che l’uomo si rialza facendo come un balzo verso l’uomo col fucile in mano come se fosse un vampiro di uno di quei vecchi film dell’orrore quelli tutti pieni di sangue che passano sempre dopo mezzanotte tra un porno e una televendita imperdibile quelle che nascondono i veri affari di tutta una vita che magari noi nel frattempo stiamo a dormire

che l’uomo dopo il balzo transilvano si va a schiantare proprio contro il calcio del fucile a pompa dell’uomo col fucile in mano e poco prima di cocciare contro il legno del fucile lo vediamo inghiottire un fiotto di sangue arrivato di colpo su da terra e adesso lo vediamo meglio è una guardia giurata e il calcio del fucile lo colpisce proprio in bocca una bocca già insanguinata ma lui niente come se niente fosse lo segue minaccioso

che l’uomo col fucile a pompa in mano continua a indietreggiare brandendo il fucile con aria minacciosa e sempre mentre cammina al contrario lo vediamo uscire dall’ufficio postale e la porta si apre da sola alle sue spalle e lui la lascia dietro di se con la mano così a metà strada e poi la accompagna fino a che non si chiude facendo come un piccolo gioco di prestigio

che la guardia giurata quella che si è presa la fucilata in bocca sta lì adesso in secondo piano lì di spalle lì tranquillo tranquillo come se quella fosse stata per lui una cosa comune il fatto di prendersi una fucilata una tremenda botta data col calcio del fucile dritta dritta in bocca dove era già ferito ma adesso non più che adesso guarda verso un punto non precisato un punto e basta

questo mentre il nostro uomo col fucile in mano sempre come un gambero si fa largo tra gente che passeggia sul marciapiede e voi dovete immaginarvelo che cammina al contrario e ancora una volta vediamo persone che gli saltano addosso chi di spalle chi di fronte e tutti vanno a incocciare contro il calcio del suo fucile sempre in punti dove già erano insanguinati come in un disegno divino come se tutti fossero predestinati a questo tasselli di un puzzle

che l’uomo col fucile in mano ha sempre questa aria tra l’incazzato e il disperato e cammina al contrario cammina ma con l’aria determinata di chi sa bene dove deve andare e ci va dritto come un fuso anche se dire questo di un uomo che cammina la contrario forse può suonare un po' strano

che poi l’uomo col fucile in mano sempre di spalle entra dentro una macchina lasciata lì in mezzo alla strada col radiatore che fuma schiantata contro una macchina parcheggiata in un mare di vetri di fanali e la macchina dell’uomo col fucile è mezza distrutta e tutta di sbieco come se fosse slittata in un giorno di pioggia o peggio di ghiaccio ma oggi c’è il sole lo potete ben vedere anche voi

che l’uomo col fucile in mano ancora una volta entra facendo il numero dello sportello preso a mezz’aria come il mago americano quello che si intorta la barbie come si chiama la modella tedesca lì la schiffer credo che l’uomo col fucile a pompa fa trucchi proprio come quel mago lì

che poi ingrana la retromarcia e come dentro un film all’improvviso vediamo il fumo scomparire da sotto il cofano della macchina e i vetri dei fanali rotti tornare su da terra verso i fanali stessi che di colpo si ricompongono e la macchina sempre in retromarcia parte spedita in mezzo al traffico dell’ora di punta

che quello che si vede adesso sembra una scena orchestrata da un grande coreografo che la macchina dell’uomo col fucile adesso nel sedile di fianco così come tutte le altre macchine che sono in mezzo alla strada tutte le macchine che camminano viaggiano in retromarcia ma tranquille come se al volante ci fosse oler togni o come cazzo si chiama quello del circo

che il viaggio in macchina così a ritroso come il libro di huysman che così va la macchina e sta ferma al semaforo e riparte in retromarcia quando è rosso e che poi finisce il suo tragitto con una manovra davvero da circo che sfido chiunque a fare un parcheggio in retromarcia con una sola manovra e senza neanche guardare nello specchietto come l’uomo col fucile

uomo che adesso è uscito dalla macchina e il fucile come attirato da una calamita nascosta nella mano dell’uomo vola dal sedile di fianco al guidatore dritto dentro la mano destra dell’uomo mentre ancora una volta scende al contrario dalla macchina e poi chiude la macchina e camminando al contrario si dirige verso il marciapiede

che stavolta solo un uomo si oppone al cammino contrario dell’uomo col fucile a pompa un uomo che manco a dirlo gli salta addosso da terra come il solito caro vecchio vampiro e l’uomo il malcapitato va dritto contro la testa dell’uomo col fucile in mano e l’impatto è davvero forte e sicuramente doloroso che l’uomo col fucile ha come un rinculo e sposta la testa indietro con uno scatto violento

ma i due si riprendono istantaneamente come se niente fosse che addirittura dalla camicia dell’uomo col fucile in mano scompare la macchia rossa che così vediamo che ha una bella camicia celeste linda e stirata e l’altro uomo il malcapitato dopo aver fatto pochi passi urlando e sbracciando davanti all’uomo col fucile in mano sbracciando se ne ritorna seduto in uno sgabello davanti a un bar

che l’uomo col fucile in mano passa davanti al bar dove adesso è seduto l’uomo che ha preso la testata il malcapitato e poi si incammina deciso verso un portone fa il solito numero da mago e scompare dietro la porta ma poi lo vediamo salire la scale al contrario anche se la luce del pianerottolo è spenta il che dimostra cose già dette

la porta si apre alle spalle dell’uomo che ha in pugno un fucile a pompa e come d’incanto l’uomo entra raccoglie la porta al volo a metà strada e se la chiude davanti stavolta è proprio il caso di dirlo che l’uomo col fucile in mano rimane un lungo momento immobile davanti alla porta e il suo sguardo è vuoto e pieno di disperazione come se il dolore che lo abita fosse troppo per uno spazio così stretto e la mano libera ovviamente se la passa sui capelli

che l’uomo entra in uno sgabuzzino e mette con gesti da ballerino il fucile a pompa dentro una scatola di cartone di quelle dove ci si tengono le scarpe dell’inverno che per come è lunga sono gli stivali queste scarpe qui e poi sempre con gesti studiati lo vediamo rimettere la scatola sopra un armadio di legno dall’aspetto antico e mangiato dai tarli e fare poi un salto verso il basso del tutto senza senso credo

che tutta questa azione avviene in religioso silenzio come poi del resto silenzioso è stato tutto quello che è accaduto fino adesso a partire dai gridi dalle urla dalle minacce fino a arrivare allo sparo quello sparo sordo che c’è stato all’inizio sordo e muto come se fosse stato fatto solo in un sogno o in un acquario

che l’uomo col fucile a pompa ormai senza nessun fucile in mano esce dallo sgabuzzino e questo ormai lo avrete capito anche da casa camminando all’indietro si incammina verso un altra stanza percorrendo sempre in silenzio il corridoio poco illuminato cammina l’uomo senza più fucile in mano cammina al contrario ma cammina le mani vuote cammina

che questo corridoio lo porta nella sua stanza da letto dove entra sempre di spalle e poi si spoglia come in un balletto togliendosi al contrario tutti i vestiti prima la camicia celeste quella che prima era sporca di sangue e poi si è pulita da sola poi i calzoni e poi anche le mutande fino a rimanere nudo come madre natura l’ha fatto

che lo vediamo raccogliere dal letto un accappatoio infilarselo con gesti innaturali e lo vediamo sfregarselo addosso come per cancellare un formicolio nascosto sotto la pelle come per mandare via qualcosa di brutto e mentre compie questo atto catartico come un rituale lo vediamo uscire dalla sua stanza sempre camminando di schiena e entrare dentro il bagno

adesso l’uomo senza più fucile in mano raccoglie attirandolo a se combattendo ogni legge della gravità un asciugamano e se lo porta alla testa arrotolandoselo con una grazia molto femminile che poco si addice all’uomo che pochi minuti fa ha sparato come un ossesso a quell’altro uomo dentro l’ufficio postale

che così comincia a sfregarsi anche la testa sempre con la stessa concentrazione con la stessa foga con la stessa impellente necessità e quando poi si toglie di colpo sia l’asciugamano che l’accappatoio restando di nuovo nudo questa volta è completamente bagnato come se fosse uscito di colpo da una sauna o da un diluvio universale senza colombe né rami di ulivo

che forse tutto questo è il frutto di quel suo sfregarsi quel suo continuo sfregarsi addosso asciugamano e accappatoio asciugamano e accappatoio come se un manto di sudore lo avesse ricoperto da capo a piedi e così bagnato fradicio lo vediamo entrare dentro la doccia le gocce che da terra risalgono sul suo corpo e poi lo vediamo girare la manopola e l’acqua risalire dal basso verso l’alto plin plin dal basso verso l’alto

che piano piano lo vediamo ricoprirsi di rosso di un liquido rosato rossastro rosso che però non scende con l’acqua dalla doccia ma sale dal basso da una pozza che sta sotto i suoi piedi non l’avevamo notata prima e questa pozza lentamente si stacca dal pavimento della doccia e si appiccica in tutto il corpo dell’uomo senza più fucile a pompa riposto là in sgabuzzino dentro la scatola

questo fino a che l’uomo senza più fucile in mano si gira verso la manopola la stringe e rimane così sotto il getto ormai interrotto e lui completamente macchiato di rosso e capiamo che quel rosso è rosso sangue e non ci sono dubbi in proposito che l’uomo senza più fucile è completamente ricoperto di sangue

che poi l’uomo così macchiato segnato direi esce dalla cabina della doccia e si sposta davanti al lavandino dove lo vediamo specchiarsi riflettersi e poi attirare a se da terra dei vestiti e quei vestiti che risalgono fino alle sue mani sono anch’essi ricoperti di sangue completamente lordati di sangue inzuppati e l’uomo che non ha più il fucile se li infila quei vestiti lì che ormai lacerati ritrovano intorno al suo corpo le vecchie forme

che i vestiti ormai li ha tutti addosso e sono rossi di sangue questo lo abbiamo già visto ma non sono più strappati distrutti lacerati ma sono solo vestiti insanguinati solo che poi l’uomo si porta le mani alla faccia e dalla faccia scompare il sangue se non quelle poche gocce appoggiate là come schizzi e l’uomo si guarda di nuovo allo specchio e non gli deve piacere quello che vede il suo volto

che l’uomo corre fuori dal bagno sempre al contrario ma stavolta di corsa percorre il corridoio di casa di corsa diretto in un’altra stanza che adesso l’uomo è dentro la sala la possiamo riconoscere dai mobili eleganti la libreria là dietro e la credenza con i servizi buoni ricevuti al matrimonio e poi dal camino il divano e le poltrone e davanti al divano la televisione quella grande con lo schermo piatto

che la prima cosa che si nota guardando la televisione con lo schermo piatto quella televisione davanti alla quale si è fermato adesso l’uomo senza più fucile in mano è il fatto che infilata dentro quella televisione c’è la testa di una donna completamente nuda lì così infilata come una torta dentro il forno di nonna papera c’è la sua testa

che a vederla così la televisione con questa nuova protuberanza con questo corpo nudo che ci volta la schiena inginocchiato in una posa innaturale lasciatemelo dire e con questo bel culo in primo piano da uno strano effetto che non si capisce bene se è una cosa vera o una di quelle bizzarre statue all’americana ben fatte ma di sicuro di cattivo gusto buono giusto per farlo vedere nei film

che però poi si capisce che è tutto vero che se ci si avvicina e noi ci stiamo avvicinando vediamo che per terra proprio sotto la tivvù c’è una pozza di sangue una pozza che fa partire di continuo delle gocce verso l’alto una pozza che man mano si asciuga col sangue che salta su verso lo schermo infranto verso tutto il ventre i seni e quella che una volta doveva essere una bella testolina a vedere dal culo che se tanto mi da tanto capite voi

poi però l’immagine si stringe e vediamo davvero da vicino questo corpo di donna martoriato ferito lacerato che a vederlo bene sembra proprio che l’unica parte sana lasciata intatta sia proprio quel culo lì che per il resto la schiena e il collo e le gambe sembrano una carta geografica una carta geografica di un posto davvero spaventoso terrificante potete credermi

che l’uomo che non ha più il fucile in mano si china e prende la donna per i capelli e il collo e poi la toglie da lì da infilata dentro la televisione che di colpo si ricompone con tutti i vetri che si alzano da terra fino a ricomporre lo schermo in un botto fumoso e vediamo che l’uomo la prende e come se stessero ballando un ballo non so un tango la stringe e la gira che è a questo punto che ci accorgiamo che il suo ventre è completamente lacerato da ferite e da tagli e da ferite

che ha un seno completamente staccato come reciso e un taglio profondo che corre dallo sterno fino al pube e poi ci sono segni lividi e altre ferite e il viso è completamente tumefatto come un vecchio pugile dato in pasto a un nuovo impietoso campione e l’uomo adesso si è staccato dalla donna che barcolla come un danzatore ubriaco sotto la finestra della donna inutilmente amata

che l’uomo sposta una mano la destra alzandola come se volesse volare e da terra nascosto ai nostri anni dal divano salta su fino dentro al suo pugno un oggetto di metallo un oggetto che a vederlo meglio è un attizzatoio uno di quegli oggetti con cui si mantiene viva la fiamma nel camino e in questo caso è un attizzatoio completamente incrostato e ancora una volta di sangue potete giurarci

che l’uomo adesso lo stringe nella mano destra l’attizzatoio come prima il fucile e poi comincia a colpire la donna e ogni volta che la colpisce uno di quei segni una di quelle ferite scompare come per miracolo e poi è la volta della ferita più grande del lungo taglio che apre il suo ventre e l’uomo passa l’attizzatoio sulla sua carne che si richiude al suo passaggio come sotto le mani di un re taumaturgo

che poi lo stesso accade anche per il seno che dopo essere colpito si riattacca là dove è naturale che sia dove uno si immagina di trovarlo che non è bello vedere una donna che ha un seno staccato che pende come un frutto maturo legato solo da un piccolo brandello di pelle o un muscolo forse che adesso la donna ha solo il viso tumefatto se questo è poco e l’uomo la appoggia con violenza ma la appoggia a terra tra brandelli di stoffa fiorata

che è a questo punto che l’uomo senza fucile corre sempre al contrario ovviamente ma corre verso il camino e rimette a posto l’attizzatoio che questo va detto a onor del vero adesso è pulito ordinato come tutti gli altri oggetti che stanno vicino al camino tutto ordinato come il resto della casa del resto e anche i suoi vestiti ormai tornati puliti come usciti dalla lavatrice

le azioni si svolgono velocemente come tutta la storia caotiche confuse l’uomo senza più fucile né attizzatoio si avvicina alla donna che da terra salta e arriva tra le mani dell’uomo e con la donna risalgono da terra anche i brandelli di stoffa fiorata che vanno a ricomporre sul corpo della donna un vestito carino di quelli estivi un vestito che l’uomo ricompone con strappi e movimenti violenti

che quando la donna è tornata vestita fasciata dal vestito fiorato l’uomo la comincia a colpire come con schiaffi o carezze non lo si capisce bene e ogni colpo che sembra partire più che arrivare dalla faccia della donna ogni volta che la mano si stacca da quella faccia si porta via un livido o una ferita un po' di quel sangue che prima la ricopriva fino a lasciarla col viso pulito nella sua bellezza volgare

che poi l’uomo tira a se i capelli della donna e insieme camminando a ritroso arrivano seduti sul divano davanti al televisore che di colpo si accende e l’uomo e la donna si ritrovano davanti allo schermo con la donna che ha la testa immobilizzata i capelli stretti nella morsa della mano dell’uomo che allibito guarda nello schermo

nello schermo che di colpo si è acceso dopo che l’uomo senza più fucile ha premuto un tasto del telecomando c’è un primo piano della donna e poi le immagini partono anche loro al contrario e quelle immagini rigate veloci vedono una scena di sesso come se fosse un film pornografico una scena di sesso con la donna nei panni la donna completamente nuda nei panni della protagonista

che vedendo le immagini al contrario vediamo la donna scopata baciata toccata da un uomo di cui non vediamo mai il volto e l’uomo la penetra ripetutamente la tocca la bacia la monta e la donna gode strilla non lo sentiamo ma lo potremmo giurare che la donna strilla grida di piacere lo si capisce da come il suo corpo risponde da come si contorce sotto il corpo dell’uomo sopra il corpo dell’uomo

che quello che è strano è che la donna e l’uomo che non ha più il fucile guardano il film sempre al contrario come in stato catatonico come se questo fosse solo un fermo immagine una scena irreale e loro solamente degli spettatori casuali ma il film è vero e la donna continua a scopare con uomo di cui non si vede la faccia ma che potremmo scommetterci sicuro non è l’uomo che aveva il fucile

che quello che è strano è il fatto che dell’uomo che si scopa la donna lì nel film non si vede mai il volto lo si vede di spalle che monta la donna lo si vede di nuca che scopa ma mai il volto come ormai non si vede più il volto della donna la donna è comparsa solo nell’ultima immagine quella con cui il film al contrario è partito si è visto quel viso volgare

ma poi il film arriva alla fine e si vede l’uomo che si alza da sopra la donna che questa volta è inginocchiata con le mani appoggiate per terra e aperta e pronta e l’uomo si alza e lascia in primo piano il culo quello stesso splendido culo che abbiamo già visto prima incolume fare mostra di se quando la testa della donna era dentro il televisore

che poi l’uomo si volta e stavolta lo vediamo in faccia che l’immagine si ferma in un primo piano che si vede benissimo l’uomo che sorride e l’uomo è lo stesso uomo che è morto dentro l’ufficio postale ucciso dall’uomo col fucile in mano lo stesso uomo che è morto e risorto all’inizio della nostra storia che l’uomo senza più fucile a questo punto preme play nel telecomando

che l’uomo col telecomando in mano ferma l’immagine e il televisore si spegne un attimo prima che l’uomo schiacci un tasto sul telecomando e poi lo vediamo alzarsi di colpo dal divano lo sguardo sempre disperato e lo vediamo alzare la mano e poi da terra vediamo risalire la corrente come un salmone vediamo risalire da terra un oggetto piccolo piccolo di metallo

che l’oggetto che sale da terra fino a dentro la mano dell’uomo che non ha più il fucile a pompa è la fede adesso la possiamo vedere bene in primo piano la fede che ancora brilla che l’uomo e la donna sono da poco sposi e l’uomo la prende e con gesto teatrale se la rinfila anche se sembra fare non poca fatica a infilarsela

che poi l’uomo si tuffa sulle spalle della donna e mentre lo fa urla parole incomprensibili urla e sempre con le mani nelle spalle della donna comincia un ennesimo balletto ma stavolta la donna più che spaventata è sorpresa e il suo viso è pulito e bello volgare ma bello e la donna è trascinata sempre in un cammino contrario fino alla porta dell’appartamento dove l’uomo finalmente la lascia

che adesso la donna lo guarda e il suo sguardo passa da sorpreso a dolce e mentre la porta si apre e anche in questo caso volando si attacca alla sua mano al vediamo non ci vergogniamo a dirlo come innamorata sì vediamo nei suoi occhi uno sguardo innamorato che poi la donna scompare dietro la porta chiusa

adesso l’uomo senza più fucile e senza più donna è solo in casa e come dentro un film ricomincia lo stesso balletto di prima fino a che non arriva di nuovo davanti al televisore lui solo seduto davanti allo schermo e come dentro un film preme il tasto rewind lo passiamo vedere e dallo schermo acceso partono le immagini del film porno

che tutto comincia ancora una volta con il primo piano della donna e poi via via tutto culi schiene sudore tutto quello che abbiamo già visto e ancora una volta tutto al contrario con l’uomo e la donna che scopano ma stavolta a vedere a fare da pubblico a questo spettacolo c’è solo lui l’uomo senza più fucile in mano e senza più una donna accanto

quando poi il film arriva alla fine e vediamo il primo piano ancora una volta il primo piano dell’uomo dell’ufficio postale che a questo punto la storia finisce come tutte le storie finisce con l’uomo senza più fucile senza più donna senza più una storia da raccontare che preme play sul telecomando preme play e come tutte le notti da dieci anni la mia mente parte con lui