La follia delle muse: David Czuchlewski



La follia delle muse
David Czuchlewski
La follia delle muse (THE MUSE ASYLUM, 2001)
Traduzione di Roberta Zuppet
Rizzoli
Collana: LS - La Scala
Genere: fiction
Pagine 368
Prima edizione italiana: 2002
ISBN 8817870099
Prezzo di copertina €16.00




LA FOLLIA DELLE MUSE DA J. D. SALINGER A DAVID CZUCHLEWSKI

- ...quando la letteratura umanistica accoglie idee dalla letteratura di genere in perfetto equilibrio -



Chi è David Czuchlewski?
Una domanda che non ha molta importanza e che, sicuramente, poco o nulla potrebbe dirci sulla follia delle muse.
Forse qualcuno ricorderà J. D. Salinger... Il giovane Holden, la finzione letteraria per eccellenza.
Per parlare di David Czuchlewski, necessariamente devo far riferimento a Salinger.
Jerome David Salinger, da quel che mi è dato sapere, dovrebbe essere nato a New York nel 1919.
Nel 1951, con il romanzo Il giovane Holden, il cui protagonista Holden Caulfield divenne il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità e dell'innocenza perduta, influenzò notevolmente il modo di percepire la scrittura come arte, ma soprattutto indagò un mondo artificiale, quello dell’età adulta e lo mise alla sbarra. Il giudizio fu che la maturità significa solo la perdita dell’innocenza, o meglio ancora la perdita dell’anima; per Salinger, l'anima appartiene al giovane ribelle fin tanto che rimane tale, una volta perduta la giovinezza anche l'innocenza non appartiene più né all'anima né alla mente dell'uomo che è nato da quel corpo che un tempo fu giovane e ribelle.
J. D. Salinger, oltre a Il Giovane Holden, ha anche scritto Nove racconti (1953), Franny e Zooey (1961), Alzate l'architrave, Carpentieri e Seymour-Introduzione (questi ultimi pubblicati nel 1963), tutte opere in cui vengono descritti i problemi dei figli della famiglia Glass, figli intelligenti e sensibilissimi, troppo davvero.
Negli anni Sessanta, dopo la pubblicazione di alcuni racconti su rivista, Salinger sembrerebbe che abbia deciso di uscire dalla scena pubblica e di non pubblicare più nulla. Si dice che oggi viva come un "eremita" in un bosco, negli Stati Uniti, a stretto contatto con la natura: nessuno sa come raggiungerlo e solo il suo editore sa come mettersi in contatto con lui.
David Czuchlewski non è Salinger.
Ma ha scritto un romanzo che potrebbe essere di Salinger. Anzi ha scritto un romanzo che parla di Salinger.
Quando uscì Il giovane Holden, il libro non aveva immagine di copertina, non aveva indicazioni editoriali tranne il nome dell'autore e il titolo del romanzo, e nessuno sapeva chi fosse Salinger. Poi J. D. Salinger divenne famoso, davvero troppo famoso, forse per questo ha deciso di nascondersi dal mondo. Comunque...! David Czuchlewski parla di tutto ciò nella suo romanzo, The Muse Asylum e lo fa in modo molto particolare.
Dunque, adesso sappiamo che The Muse Asylum di David Czuchlewski è il suo primo romanzo; si potrebbe aggiungere che è stato un brillante allievo di Joyce Carol Oates a Princeton e questo ci deve bastare. Per ora il giovane autore è ancora studente in medicina.
La follia delle muse, queste il titolo italiano, è ambientato a Princeton, dove tre studenti e amici sono ossessionati da un autore che vive in modo estremamente recluso.
Ma questa non è fantascienza?
É questa una affermazione o una domanda? Abbiate pazienza.
Allora, Claire Splan su Sf Chronicle ha parlato di David Czuchlewski. Perché?
The Muse Asylum è forse Il giovane Holden rivisto e corretto e tradotto in chiave fantascientifica?
La parola a Claire Splan: "There are so many ways in which a first novel can fall down, so many dark holes it can stumble into. One of the biggest pitfalls is for young writers to overshoot their knowledge of the world, writing beyond what their life experience and imagination can fathom.
When first-time novelists escape this snare, it is a measure of competence and confidence, both traits that are crucial to the job, and a sign that they are able to do what writers are often urged to do: write about what they don't know about what they know... The object of the obsession is Horace Jacob Little, an acclaimed author who is reclusive almost to the point of anonymity. He has never been photographed or interviewed. No one knows where he lives or where he came from. It is rumored that even his agent and publisher have no contact with him except through a post office box.
" (chi fosse interessato, può leggere l'articolo per intero al seguente link: http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/chronicle/archive/2001/06/10/RV163604.DTL)

Alcuni commenti autorevoli (!) al lavoro di David Czuchlewski:

"Czuchlewski ha scritto un vero e proprio giallo letterario, assegnando il ruolo principale a un giornalista ossessionato dalla ricerca della verità invece che a un detective." (NEW YORK POST)

"Il colpo di scena delle ultime pagine è sorprendente. Ci aspettiamo grandi cose da questo nuovo scrittore." (KIRKUS REVIEW)

"Un mystery postmoderno con una trama geniale che rivela un giovane scrittore di eccezionale talento." (Joyce Carol Oates)

Bene, ora sappiamo che Czuchlewski ha scritto un romanzo che indaga intorno e dentro la paranoia umana degli artisti, e stando a quanto è già stato detto su di lui e la sua opera, sembrerebbe scritto degno di considerazione.
Ma analizziamo la trama del romanzo per trarre delle conclusioni nostre, magari più felici o anche solo negative: popolato da personaggi ossessionati dalla letteratura, La follia delle Muse racconta una storia di follie letterarie. Evidenzio: tutto ruota attorno alla figura, grandiosa quanto sinistra, di un personaggio forgiato sul riconoscibile modello di J.D. Salinger, Horace Jacob Little, scrittore geniale e bizzarro che, nel corso di una carriera ventennale, non ha mai diffuso sue fotografie e ha rifiutato ogni contatto con la stampa.
Spinti da opposte ambizioni, sulle tracce di Horace Jacob Little (J. D. Salinger) si spingono due vecchi compagni di corso all'Università di Princeton. Decidono di smascherare H. J. Little.
Jake, giornalista esordiente affida le sue speranze professionali alla possibilità di rintracciare Little e costringerlo a un'intervista, mentre Andrew, brillante ma mentalmente disturbato, segue la strada della follia, quella dell'istinto creativo (del critico come artista). Andrew, alla produzione di Little, ha dedicato i suoi studi letterari restando a tal punto coinvolto dalla personalità dello scrittore da immaginare una vera e propria persecuzione di costui ai propri danni. Andrew finisce nel Manicomio delle Muse, un manicomio studiato apposta per artisti disturbati, e qui scopre la verità su H. J. Little: la pazzia di Andrew - una pazzia geniale - si scopre alla fine che era l'unico mezzo per smascherare Horace Jacob Little e mettere a nudo la sua vera identità.
Jake Burnett è un giovane giornalista che vuole diventare famoso scoprendo l'identità del più grande scrittore americano moderno; Andrew Wallace è un genio malato che vive in una clinica psichiatrica per artisti e sostiene che Little lo perseguita; Lara Knowles è la ragazza amata da entrambi che affida a Jake le Confessioni, il manoscritto in cui Andrew racconta le sue scoperte su Little.
Il romanzo di David Czuchlewski si sviluppa in un continuo gioco di specchi, rovesciamenti, analisi psicologiche, giornalistiche, artistiche: l'identità di Jake, Lara e Andrew ad ogni singola pagina viene messa in discussione. Un vortice di scambi di identità e di condivisioni psicotiche fra i tre. I personaggi di D. Czuchlewski non sono altro che "simulacri" delle loro anime, o se preferite dei loro cervelli senzienti. The Muse Asylum non è un romanzo di fantascienza; tuttavia il suo corpus narrativo accoglie molti spunti presi a prestito e dalla fantascienza e dalla narrativa di genere. Andrew, ad esempio, ad un certo punto, prigioniero della sua follia visionaria (ma anche profetica) esprime il dubbio di essere perseguitato da qualcosa di alieno, di esser stato incastrato all'interno di una macchinazione messa a punto da H. J. Little, ma anche da FBI e CIA: non esprime questo dubbio a chiare lettere, ma lo lascia intuire al lettore senza lasciar spazio a dubbi. Leggendo The Muse Asylum non si può fare a meno di considerare l'intreccio narrativo molto simile a quello di alcuni episodi della serie televisiva creata da Chris Carter, X-Files. Se The Muse Asylum è un romanzo che non disprezza le paranoie tipiche delle cospirazioni degli X-Files, bisogna comunque riconoscere, giustamente, che David Czuchlewski imbastisce un costrutto narrativo umanistico nettamente superiore a quello degli X-Files, ma anche nettamente inferiore, almeno stilisticamente, a quello di J. D. Salinger.
Genio, follia, amicizia e la letteratura e le citazioni nascoste fra le righe in The Muse Asylum sono essenzialmente un sapiente quanto inquietante gioco di specchi alla ricerca dell'identità; e l'identità dei personaggi creati da David Czuchlewski è forse un viaggio che conduce alla perdita della propria identità, perché chiunque potrebbe essere (o sostituirsi) a Horace Jacob Little. Tutti, alla fine, nello sconvolgente finale del libro, potrebbero essere simulacri umani di H. J. Little.
Dunque, chi è l'invisibile scrittore Horace Jacob Little, e quale inconfessabile segreto nasconde?
Io ho già detto troppo... la mia identità l'ho persa leggendo questo libro di David Czuchlewski e oggi sono costretto ad ammettere che mi sento molto più reale, molto più vero di quanto non lo fossi ieri. Sono solo un po' confuso!
La follia delle muse è un buon esempio di come la letteratura umanistica può prendere spunto da quella di genere senza per questo corrompere né l'una né l'altra nella loro natura creativa.

GIUSEPPE IANNOZZI

Segnala questa pagina ad un amico - servizio offerto da Bravenet

Inserisci:        

Stampa questa pagina