Incontro con

MAMORU OSHII  

(Entretien avec Mamoru Oshii)




Laurence Reymond

 

... donne e cani

Perché scegliere donne come eroine delle vostre pellicole (Ghost in the Shell, Avalon)?

La donna è per me il secondo più grande mistero, dopo il mistero del cane. Ma è soltanto da cinque anni che mi è venuta la voglia di utilizzare donne nelle mie pellicole. Prima, non mi interessavano per niente. L'umanità, molto più in generale, non mi interessava. Ai miei occhi, l'argomento ultimo resta il cane.

Il cane maschile o femminile?

Amo tutti i cani, ma è più corretto dire che preferisco le femmine. Ho un bassotto (una femmina) e un bastardo maschile. Il mio rapporto con loro non è uguale. La femmina è mia figlia, mentre il cane maschio potrebbe essere mio fratello.

... pessimista, ma non violento.

In Avalon, il mondo "reale" somiglia ad una società distrutta, predominata da un potere repressivo. La vostra visione politica sembra molto pessimista.

Non è l'aspetto politico che mi stimola a fare pellicole. Non cerco di essere impegnato. Ciò che mi interessa, è un individuo o un gruppo indipendente dal potere e dai partiti politici. Ribelli, insomma.

Nella vostra messa in scena, giocate molto con i tempi morti, in opposizione alle scene di azioni iperviolente.

Distinguo la violenza dell'azione. Non ho mai voluto descrivere la violenza. Nell'azione, c'è un estetismo, un'astrazione della violenza. Per accentuarlo, utilizzo la musica. Ma non voglio abbellire la violenza. Ai miei occhi, ciò che mostro non è niente di più della violenza stessa.

... il tempo della solitudine

In scene come quella del lungo inseguimento finale di Ghost in the Shell, o quelle dell'appartamento in Avalon, si considerano numerose influenze della modernità europea (Antonioni in particolare).

Per la scena della camera di Ash (l'eroina di Avalon), ho voluto accentuare la sospensione del tempo. Il mio stile si ispira alle pellicole europee che amo molto per il modo originale di fare "colare" il tempo, di estenderlo.

Amo mettere in scena il tempo vissuto da una persona in un luogo dove si ritrova da sola. I suoi gesti, i suoi atteggiamenti, l'espressione del suo viso cambiano nella solitudine. È questo che mi interessa. Provo un uguale piacere quando riprendo queste scene ed espressioni, ma anche quando riprendo carri armati e combattimenti. L'uomo è più sincero quando è solo.

Qualcuno prova questa solitudine quando gioca coi videogiochi.. È quello a cui pensavate quando avete scritto la sceneggiatura di Avalon ?

In Patlabor, che ho realizzato prima di Ghost in the Shell, i personaggi si parlano, ma non si osservano mai. Non sono mai di fronte, faccia a faccia, ma sempre di fronte allo spettatore. I personaggi comunicano soltanto di fronte ad uno schermo. Avevo adottato questa idea per esprimere la mia idea sulla solitudine degli uomini.

Trovo che nella storia, si è troppo spesso privilegiata la comunicazione tra gli uomini. Non si è mai studiata la relazione (si può parlare di comunicazione?) che si può stabilire tra un uomo ed un cane, o un uomo ed una macchina. Se ancor oggi gli uomini non si conoscono abbastanza, forse cioè è dovuto al fatto che hanno sempre considerato troppo l'uomo confrontandolo con altri uomini. Mi interesso più ad altri tipi di relazioni.

 ... metafisica del cane

 Perché questa attrazione nei confronti de i cani?

Perché è il più grande mistero ai miei occhi! Se mi riuscisse di chiarire questo mistero, potrei realizzare una vera pellicola sui cani. Ma poiché ho soltanto risposte parziali, mi accontento di inserire cani nelle mie pellicole, in ruoli secondari. Fino ad oggi, le pellicole che si interessano ai cani li hanno trattati soltanto umanizzandoli: non è la via giusta da seguire per rendere loro giustizia.

 ... corpo e cuore

In Ghost in the Shell, l'eroina muore, il suo corpo viene frastagliato. In Avalon, i corpi sono ridotti in brandelli. Il corpo nella sua integrità non sembra mai mantenuto. Ciò ha un senso preciso per voi?

Per Ghost in the Shell, all'epoca mi interessavo al corpo, ed alla sua relazione con il  cuore. Dove si situa il cuore, la benzina del corpo? È nel cervello? Il sangue? Il cuore? Poiché l'eroina della pellicola è un cyborg con un cuore, cerca dove il suo spirito può esistere, cerca di comprendere se stessa. È per ciò che si distruggerà fisicamente. Per me, questa distruzione ha qualcosa di molto erotico, e credo di essere riuscito a tradurre bene questa idea, ma anche le emozioni che lei riesce a sentire in questo momento. In Avalon, c’è un senso molto diverso. Le morti trattate numericamente, che si dissolvono in miglia pezzi, appartengono al mondo virtuale. Intendevo descrivere la morte virtuale, in modo assolutamente non realistico.

 ... un cerchio infinito

Avete numerose attività (romanzi, pellicole lives e di animazioni...) dove vi divertite di più?

È un circolo vizioso. Quando realizzo una pellicola, alla fine sono molto soddisfatto di me stesso, ma accuso anche lo sforzo e la stanchezza di questo lavoro. Inoltre, poiché si lavora circondati da centinaia di persone, ci si chiede sempre fino a che punto la pellicola ci appartiene. Ciò mi spinge a scrivere, a restare da solo e ricontrollare tutto. Ma, con il romanzo, ho la sensazione che manchi qualcosa. Questo è il motivo che mi spinge a rifare una pellicola.


© 2002 Laurence Reymond, Opinioni raccolte il 15 marzo 2002 a Parigi 

Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe Iannozzi

 


 

collegamenti

 

  Laurence Reymond, Mamoru Oshii, l'uomo e i cani

Laurence Reymond, Avalon

 

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