Charles Sheffield: Marcello Bonati



Nato nel '35 in Gran Bretagna, ha trascorso l'infanzia a Hull nello Yorkshire, e ha studiato matematica al St. John’s College Charles Sheffielddi Cambridge; laureato in matematica e fisica, ha fatto la carriera dello scienziato, fino ad abbandonarla per seguire, unicamente, quella letteraria.
In campo professionale ha pubblicato più di cinquanta saggi di ricerca e alcuni libri, fra i quali "Algebraically Special Space Times in Problems of General Relativity and Gravitation", '64, e  "Algebraically Special Space Times in Relativity, Black Holes and Pulsar Models", in collaborazione con Ron Adler, '73. In Gran Bretagna si è sposato la prima volta, con certa Sarah, matrimonio dal quale ha avuto due figli, Ann e Kit, e ha poi vissuto per due anni a Blaby, vicino a Leicester; e vi ha lavorato nel campo della ricerca di risorse terrestri per mezzo di immagini dallo spazio.
Poi, poiché negli States c'era un linguaggio di programmazione che gli sarebbe stato utile al suo lavoro di fisico, che, all'epoca, era volto alla soluzione di un difficile problema nel trasporto del neutrone, andò a New York, pensando di restarci un paio d'anni al massimo.
Ma la sua specializzazione, che si affinò proprio là, lo portò a trovarsi a far parte del programma spaziale, e decise di rimanere là; nell'86 si occupava dei problemi teorici connessi all'utilizzazione e alla sperimentazione dei satelliti ed era direttore di un gruppo speciale di ricerca della Earth Satellite Corporation; la madre e la sorella vivono a Darlington, nell'Inghilterra del nord.
Nel '76 alla moglie Sarah vieve diagnosticato un cancro al colon; morirà nel giugno '77; se nei primi anni '70 l'Autore aveva viaggiato molto, in Europa, Iran e sulla costa occidentale, smise; e, la sera, cominciò a scrivere: "Le storie che scrissi allora non erano buone, ma non dovevano esserlo. Erano solo un modo per tenere la mente lontana da una realtà spiacevole."
Nel '78 si iscrive allo SFWA, di cui, nell'84, diviene vice presidente, e, nell'85, presidente.
Da un secondo matrimonio con certa Linda, fallito per la fine dell'89, ha altri due figli, uno nell'83.
Nel '91 ha tenuto un discorso ad una conferenza della World Peace Academy a Seul.
Il 10 gennaio '98 si risposa, con Nancy Kress, a Bethesda, Antigue e Barbuda, col la quale andò subito dopo al Chattacon.
Ha esordito nel '77, col racconto "What Song the Sirens Sang", pubblicato su "Galaxy".
Ha fatto il toastmaster alla WorldCon '98, e pubblicato vari saggi scientifici.
Alcuni racconti su "Analog" li ha pubblicati sotto lo pseudonimo di James Kirkwood; la Kirkwood Research era la società tramite la quale gestiva la sua attività.
È morto durante la stesura di questo saggio, la mattina di sabato 2 novembre 2002, nella sua casa di Rockville, nel Maryland, a 67 anni, per il cancro al cervello di cui già da tempo soffriva.
Il funerale si è tenuto sabato 16, a Silver Spring. (vedi il trafiletto "Addio al 'duro' Sheffield", "Corriere della sera" del 7 novembre 2002. 

Sheffield è considerato essere una delle migliori espressioni della rinnovata ondata di Space Opera classica che ha inondato il mercato degli States verso la fine degli anni Settanta; che, appunto, non era più, classica, ma che andava a rinnovarsi, seguendo il mutare dei gusti, per diventare qualcosa di totalmente nuovo.

Fenomeno che crebbe attorno alla rivista "Analog", allora diretta da Ben Bova e Stanley Schmidt; gli altri autori che, allora, esplosero, furono Gregory Benford, Greg Bear, Roger MacBride e Allen Steele.

Progetto ProteoNicolazzini, nella "Presentazione" a "Progetto Proteo" dice, fra l'altro, che, in Sheffield, vi è un "…convinto razionalismo e la fiducia nelle illimitate possibilità del progresso scientifico." (pag. II°); cosa indubitabilmente vera, e che si esplica, come vedremo, in una fiducia sulla possibilità dell'Uomo di "fuggire dalla barca che affonda", la Terra, per mezzo del viaggio spaziale; chi, se non uno scienziato della N.A.S.A., poteva dire di queste cose?

Altre caratteristiche essenziale della sua opera, come dice, ancora, il Nicolazzini, la possiamo individuare nella loro struttura: "…la struttura preferita è il rompicapo, l'enigma…un universo dove enigmi esterni e illogicità interne vengono alla fine ricondotte a un principio di ordine e razionalità. (Cosa che) È anche lo schema della detective story e del mystery, non a caso due generi assai vicini alla sensibilità di Sheffield." (Idem).

Cosa, ancora, verissima; non troveremo infatti mai traccia, nelle sue opere, di finali aperti, o che, comunque, lascino dello spazio a soluzioni che, in qualche modo, possano lasciar filtrare qualcosa dall'esterno, dall'inconosciuto, fuori, appunto, dal razionale, dal razzionalizzabile.

Ma andiamo a vedere ad una ad una le (poche) opere che abbiamo a disposizione in traduzione.

 

Come abbiamo detto, le sue prime opere le pubblicò nel '77, a cominciare da quel "What Song the Sirens Sang", nel numero di aprile di "Galaxy", che venne poi antologizzato in "Vectors" (Per una consultazione facilitata; ma ecco i racconti di quel primo anno di attività: "Marconi, Mattin, Maxwell", [* (qui, e per i successivi: della serie Henry Carver] "Galaxy", maggio, poi antologizzato in "Vectors", "Legacy", [*Behrooz Wolf] "Galaxy", giugno, poi antologizzato in "Hidden Variables" e "Changes", a cura di Michael Bishop e Ian Watson (Ace, '83), "Dinsdale Dissents", [*Henry Carver; *Waldo Burmeister] "Galaxy", luglio, poi antologizzato in "Vectors", "Perfectly Safe, Nothing to Worry About", [*Henry Carver; *Waldo Burmeister], "Galaxy", agosto, poi antologizzato in "Hidden Variabies", "A Certain Place in History", [*Henry Carver] "Galaxy", ottobre, poi antologizzato in "Hidden Variabies", "The Long Chance", "Galaxy", novembre, poi antologizzato in "Vectors" e "Galaxy: The Best of My Years", a cura di James Baen (Ace, '80) e "We Hold These Truths to Be Self-Evident", "Fantastic", dicembre, poi antologizzato in "Vectors".

Nel '78 pubblicò, già, il suo primo romanzo, che è anche la sua prima opera che abbiamo a disposizione in traduzione, "Progetto Proteo" ([*Behrooz Wolf] Sight of Proteus, "Cosmo argento" n. 163, ed. Nord, '86, traduzione di Serenella Valori, © by Charles Sheffield, edizione originale: (Ace), poi (Ballantine/Del Rey, '88), (New English Library, '89); ora, con "Proteus Unbound", in "Proteus Manifest" e in "Proteus Combined"; ed. GB: (Sidgwick and Jackson, '80); 206 + III pagine, 15,49 €, esaurito in catalogo; prezzo remainders: 7,75 €; altri contributi critici: "Presentazione", di Piergiorgio Nicolazzini, pag. I°)-in cui l'ammirazione, e l'indubitabile influsso, che van Vogt hanno avuto sull'autore si possono cogliere appieno; la trama, infatti, è composta da quel rutilante succedersi di accadimenti sempre più incredibili, invenzioni mirabolanti, "mega scienza", come è stata anche detta, che caratterizza l'opera di quel Grande; così come è costellata da incongruenze talmente enormi da non poter passare inosservate, altra caratteristica delle opere di van Vogt, nelle quali, appunto, la grandiosità, e l'"astounding" delle invenzioni le faceva passare in secondo piano.
Qui l'elemento di novum basilare è costituito dalla "formutazione", un ritrovato della scienza medica del 22° secolo, che consente, praticamente, di rimodellare i corpi a proprio piacimento, quasi senza limiti: "La maggior parte degli animali posti ai gradini più bassi della scala evolutiva erano in grado di rigenerare un arto leso. Un essere umano non poteva farlo. Perché?…nel millenovecentonovanta, due campi della scienza umana, entrambi sviluppati ed avanzati tecnologicamente, non avevano cominciato ad interagire tra di loro: la bio-genesi e il controllo computerizzato in tempo reale….Si sapeva già dal millenovecentosessanta che un essere umano poteva servirsi di apparecchiatura di stimolazione per intervenire sul sistema nervoso vegetatívo fino a modificare i ritmi base delle onde elettriche cerebrali. Contemporaneamente si era sviluppata una strumentazione dotata di controllo computerizzato che permetteva la generazione elettronica di segnali in modo continuo e in tempo reale….Il giorno in cui Melford pubblicò il primo catalogo generale successe il finimondo. Si mettevano in vendita programmi che permettevano a chiunque di usufruire delle apparecchiatura di biorigenerazione per modificare il proprio aspetto: tutti, come Melford ben sapeva, volevano essere più alti, più bassi, più belli, più proporzionati. (pagg. 28-9). Ma, come abbiamo detto, di "invenzioni meravigliose" ce n’è a mucchi, il più delle volte, proprio come accadeva in van Vogt, accennate in un paragrafo e poi lasciate là, idee che, da sole, potrebbero reggere il peso di un intero romanzo, come quella del trasporto istantaneo.
Ambientato in una Terra che stà per crollare sotto il peso dell'incremento demografico ("…una popolazione che aveva superato i quattordici miliardi di persone…" (pag. 4)), in cui "l'umanità si trovava in bilico sul filo tagliente della carenza energetica e della scarsità di approvigionamento delle risorse" (pag. 6); ed è proprio questo che spinge le ricerche mediche nella direzione della "formutazione", nel tentativo di trovare una possibilità, per l'Uomo, di potersi allontanare, per così dire, dall'astronave che stà affondando: "…ricerca di nuovi mondi, dove l'uomo potesse trovare condizioni di vita accettabili in alternativa al nostro pianeta…" (pag. 200).
Quel'"…convinto razionalismo e…fiducia nelle illimitate possibilità del progresso scientifico" (Nicolazzini) che abbiamo detto, lo si può quindi già vedere molto bene qui; ad un certo punto, nel bel mezzo di una sorta di dibattito morale sulla "formutazione" che, oggi, penso avrebbe ben altro esito, uno dei protagonisti se ne esce con un: "…una gran voglia di andare avanti; questa non è la fine, è solo l'inizio." (pag. 61), che mi sembra significativo.
Certo: "…non tutto era così perfetto" (pag. 6), e, come fa notare il Nicolazzini, nella seppur breve descrizione del quartiere dei paria, degli scarti, sembra quasi che un'ombra incrini l'ottimismo positivista del Nostro; ma tant’è.Abbiamo detto del dibattito morale sulla "formutazione"; che, qui, si riduce a qualche accenno assolutamente non approfondito: "Che cos’è un essere umano?…un'entità può dirsi umana se, e solo se, è in grado di realizzare formutazioni intenzionali ("…è un processo intenzionale. Riesce a cambiarti soltanto se sei tu a volerlo." (pag. 107)) usando i sistemi di biogenerazione" (pag. 16); "Se il confine tra mondo animato e inanimato è puramente teorico, la formutazione non ha limiti…. un tale risultato potrebbe definirsi ancora "umano"?…ogni combinazione tra essere umano, o alieno, e macchina, che coinvolga formutazioni intenzionali, apparterrebbe di diritto al genere umano. Secondo me la questione è filosofica e non è così facile dare una risposta" (pag. 204); oggi, con il dibattito in corso sul'ingegneria genetica, e, quindi, proprio sulla moralità di plasmare codici genetici, questo sembra quasi sfiorare il ridicolo; certo nel '78 l'argomento non era così sentito, ma certamente qualche considerazione in più, sull'argomento, non avrebbe guastato.
Sull'uomo/macchina, certo, ciò che ha detto Philip Dick è di altro genere, e l'ha detto in date che fanno impallidire questa prima prova sulla lunga distanza del Nostro; e penso sia inevitabile un raffronto col bellissimo "Dr. Adler" di Jeter, nel quale ciò viene detto in maniera decisamente più vicina ai nostri gusti.
Per finire, la nota più dolente; lo stile è davvero pessimo, tremendo, mi permetterei di dire, piatto e sciattto quanto meno penso non sia possibile, e senza alcuna impennata di tono, seppur minima.
In quell'anno pubblicò anche svariati racconti: "The Deimos Plague", in "Stellar" n. 4, a cura di Judy-Lynn del Rey (Ballantine), "Killing Vector", [*McAndrew], in "Black Holes", a cura di Jerry Pournelle (Futura, Gb), poi antologizzato in "Vectors", "The McAndrew Chronicies", "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew", "Power Failure", "Fantastic", aprile, poi antologizzato in "Vectors", "Fixed Price War" [*Merle Walters], "Analog", maggio, poi antologizzato in "The Future At War" vol. 1, a cura di Reginald Bretnor (Ace, '79), "Vectors" e in "Battiefields Beyond Tomorrow", a cura di Charles G. Waugh & Martin H. Greenberg (Crown/Bonanza, '87), "Bounded in a Nutshell", [*Merle Walters] "Analog", luglio, poi antologizzato in "Vectors", "The Treasure of Odirex" [*Erasmus Darwin], "Fantastic", luglio, poi antologizzato in "The Year's Finest Fantasy Volume 2", a cura di Terry Carr (Berkley, '79), "Vectors", "Erasmus Magister", "Isaac Asimov's Wonderful Worlds of Science Fiction # 6: Neanderthals", a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg & Charles G. Waugh (NAL/Signet, '87) e in "The Amazing Dr. Darwin", "From Natural Causes", "Amazing", agosto, poi antologizzato in "Hidden Variables", "The Dalmatian of Faust", [*Waldo Burmeister] "Galaxy", settembre, poi antologizzato in "Vectors" e "Transition Team", "Destinies", novembre, poi antologizzato in "The Endless Frontier", a cura di Jerry Pournelle (Ace, '79) e in "Vectors".

Del '79 è il primo racconto che abbiamo a disposizione in traduzione, "Il gambo del cielo" (Skystalk, in "Fantascienza. I migliori racconti di famosi scienziati" (Great Science Fiction Stories by the World's Great Scientist, '85), a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg e Charle G. Waugh, "I grandi tascabili" n. 293, ed. Bompiani, '93: 460 pagine, 7,49 €, edizione originale: (Donald I. Fine); 23 pagine, pag. 51; originariamente apparso in "Destinies", # 4, vol. 1°, agosto, poi antologizzato anche in "Vectors", "The Best of Destinies", a cura di James Baen (Ace, '80) e "The Endiess Frontier", vol. 11, a cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace, '82))-Asimov, nell'introduzione all'antologia che lo comprende, dice di aver scelto i racconti più specifici dei vari rami nei quali gli autori erano specializzati, come scienziati, e, in effetti, questo contiene tantissima fisica, che ha, anche, un'importanza centrale per la trama.
La quale è incentrata su un ascensore spaziale, per mezzo del quale gli uomini fanno viaggiare le merci da e per la Terra, nel commercio di un'umanità che già si è espansa (non vi ci è dato di sapere quanto), nel cosmo.
E che ha la struttura del giallo, forse più del thriller, e davvero poche qualità artistiche.
Il suo secondo romanzo, "The Web Between the Worlds", di cui dico qui sotto, è un ampliamento di questo.

In quell'anno pubblicò anche il suo secondo romanzo, "The Web Between the Worlds", (Ace, poi ‘84), poi (Ballantine/Del Rey, '88), (Sphere, '89), (Baen, 2001: edizione lievemente riveduta, e con una nuova introduzione dell'autore, e con la lettera di Arthur C. Clarke del ‘79 allo "Science Fiction Writers of America Bulletin" in cui diceva che l'idea, del romanzo, non era un plagio del suo "Fountains of Paradise" ("Oltre all'elevatore spaziale, entrambi i nostri eroi erano i più grossi costruttori di ponti del mondo ed entrambi avevano fatto uso di macchine chiamate Ragni" ("Autobiografia", cap. 4), e nella quale Sheffield risponde alle domande più frequenti sul romanzo); ed. GB: (Sidgwick and Jackson, '80), e la sua prima antologia, "Vectors" (Ace), comprendente: "Introduction", "What Song the Sirens Sang", "Fixed Price War", "Marconi, Mattin, Maxwell", "Power Failure", "Killing Vector", "Dinsdale Dissents", "We Hold These Truths to Be Self-Evident", "Skystalk", "How to Build a Beanstalk" (articolo), "Transition Team", "Bounded in a Nutshell", "The Long Chance", "The Treasure of Odirex" e "The Dalmatian of Faust".
Oltre a ciò, pubblicò il racconto "The Lamberth Immortal", [*Erasmus Darwin], "AHMM", giugno, poi antologizzato in "Erasmus Magister" e in "The Amazing Dr. Darwin" e l'articolo "How to Build a Beanstalk", "Destinies", agosto, poi antologizzato in "Vectors", "The Best of Destinies", a cura di James Baen (Ace, '80) e in "The Endless Frontier" vol. 11, a cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace, '82).

Nell''80 pubblicò un libro di foto satellitari, "Earthwatch", (Sidgwick and Jackson), che gli diede un'ottimo riscontro economico, ma che, per la sua laboriosa gestazione, allontanò la sua attenzione dalla produzione fantascientifica (vedi cap. 11 dell'"Autobiografia"); e i racconti "The Man Who Stole the Moon", "Destinies", estate, poi antologizzato in "Hidden Variabies", "The New Physics: The Speed of Lightness, Curved Space, and Other Heresies", "Analog", settembre, poi antologizzato in "Hidden Variabies", "Hidden Variable", "Destinies FII", poi antologizzato in "Hidden Variables", "Moment of Inertia" [*McAndrew], "Analog", ottobre, poi antologizzato in "Hidden Variables", "The McAndrew Chronicles", "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew", "That Strain Again", in "Microcosmic Tales", a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg & Joseph D. Olander (Taplinger), poi antologizzato anche in "Science Fiction and Fantasy Story-A-Month 1989 Calendar", a cura di Isaac Asimov & Martin H. Greenberg (Pomegranate, '88), "Georgia on My Mind and Other Piaces", "100 Amazing Little Alien Stories", a cura di Robert Weinberg , Stefen R. Dziemianowicz e Martin H. Greenberg (Barnes & Noble, ‘96) e in "The Alien Stories 1", a cura di Dennis Pepper (Oxford University Press, 2002), "The Marriage of True Minds", "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", novembre, poi antologizzato in "Hidden Variabies" e "The Subtle Serpent", in "Stellar" #5, a cura di Judy-Lynn del Rey (Ballantine); e l'articolo "Getting About in Space", "Destinies", primavera.

Nell''81 pubblicò la sua seconda antologia, "Hidden Variables" (Ace), comprendente: "Introduction", "The Man Who Stole the Moon", "The Deimos Plague", "Forefather Figure", "Moment of Inertia", "The New Physics: The Speed of Lightness, Curved Space, and Other Heresies", "From Natural Causes", "Legacy", "The Softest Hammer", "Hidden Variable", "A Certain Place in Fhstory", "All the Colors of the Vacuum", "Perfectly Safe, Nothing to Worry About", "Summertide" e "The Marriage of True Minds", i racconti "Parasites Lost" [*Henry Carver; *Waldo Burmeister], in "Proteus", a cura di Richard S. McEnroe (Ace), "All the Colors of the Vacuum", [* McAndrew] "Analog", febbraio, poi antologizzato in "Hidden Variables", "The McAndrew Chronicles", "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew", "The Softest Hammer", "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", febbraio, poi antologizzato in "Hidden Variables", "Forefather Figure", in "A Spadeful of Spacetime", a cura di Fred Saberhagen, poi antologizzato anche in "Hidden Variabies" e "Summertide", [*Heritage Universe] "Destinies" vol. 3 n. 2, poi antologizzato in "Hidden Variables", e l'articolo "Looking About in Space", con Yoii Kondo, "Destinies" vol. 3, #2.

Nell''82 pubblicò ben due romanzi e un'antologia: "The Selkie" (Macmillan), ultima edizione (Penguin/Signet, '90); Sf/horror, in collaborazione con David E. Bischoff e "My Brother’s Keeper" (Ace, poi '86), (Baen, 2000): di Sf, che racconta di un uomo che riceve delle memorie dal cervello, e un pericolo dal passato, di suo fratello morto; e "Erasmus Magister" (Ace), comprendente: "The Devil of Malkirk", "The Treasure of Odirex", "The Lamberth Immortal" [*Erasmus Darwin] e "Appendix-Erasmus Magister: Fact and Fiction".
In quell'anno pubblicò anche il suo secondo libro di foto satellitari, "Man On Earth", (Sidgwick and Jackson) (vedi "Autobiografia", cap. 11), e i racconti "The Devil of Malkirk" [*Erasmus Darwin], "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", giugno, poi antologizzato in "Erasmus Magister", "Seaserpents!!", a cura di Jack M. Dann & Gardner R. Dozois (Ace, '89) e in "The Amazing Dr. Darwin" e "The Manna Hunt" [*McAndrew], "Analog", settembre, poi antologizzato in "The McAndrew Chronicies", "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew" (Baen, 2000).

Nell''83 pubblicò l'antologia "The McAndrew Chronicles" (Tor, poi '88), comprendente: "Introduction: The McAndrew Chronicles", "Killing Vector", "Moment of Inertia", "All the Colors of the Vacuum", "The Manna Hunt", "Rogueworld" e "Appendix: The science in the science fiction", e i racconti "The Seventeen-Year Locusts", "Isaac Asimov’s Sf Magazine" gennaio, poi antologizzato in "Dancing with Myself", "Rogueworld" [*McAndrew], "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", maggio, poi antologizzato in "The McAndrew Chronicies", "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew" e "Crocuses", "Weird Tales" n. 4, a cura di Lin Carter (DAW).

Nell''84 pubblicò un saggio in volume, in collaborazione con Carol Rosin, "Space Careers" (Morrow, '84) (vedi "Autobiografia", cap. 11), e i racconti "The Dominus Demonstration" "Analog", aprile, poi antologizzato in "The Science Fiction Yearbook", a cura di Jerry E. Pournelle, Jim Baen & John F. Carr (Baen, '85), "Nine Days' Wonder" [*Merle Walters], "Analog", ottobre e "The Hostages of Zark", "Analog" metà dicembre.

Le guide dell'infinitoDell''85 è il secondo romanzo che abbiamo a disposizione in traduzione, "Le guide dell'infinito" (Between the Strokes of Night, "Cosmo argento" n. 194, "Due famosi romanzi di fantascienza" n.9, ed. Nord, '88, '92, annunciato, col titolo di "Tra i rintocchi della notte", per n. 97 di Cosmo oro, traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli, © by Charles Sheffield, originariamente apparso su "Analog", marzo, aprile, maggio, giugno '85, edizione originale in volume: (Baen), poi (Headline, '87), (Baen, '92); 270 + III pagine, 15,49 €, esaurito in catalogo; prezzo remainders: 7,75 €; altri contributi critici: "Introduzione all'edizione italiana", di Charles Sheffields, pag.I°; non tradotti: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 18:6, n. 293, giugno '85)-juveniles, composto da tre parti ben distinte, la prima delle quali ambientata molti millenni prima delle altre, racconta della fine della vita sulla Terra, e del tentativo dell'umanità di sopravvivere fra le stelle.
E, a base di tutto ciò, abbiamo un tentativo di studiare la possibilità umana di travalicare i limiti di durata della vita.Dicevo che è un juveniles in quanto i protagonisti della seconda e terza parte, dopo che la prima ne ha posto le premesse, sono proprio degli adolescenti, che vivono un'esperienza di scoperta della realtà a carattere, addirittura, cosmico; infatti, coloni inconsapevoli, solamente incuriositi da qualche leggenda, di un pianeta che ha accolto i profughi della Terra, andranno a scoprire, anche, che la mitica razza degli "immortali" esiste veramente, e salveranno" l'intera razza umana.
Salvano nel senso tipico, appunto, di quella pulsione che porta a credere di dover salvare il Mondo, in una qualche maniera, tipica di quell'età, trasposta, appunto, su scala cosmica: "…stiamo lavorando al problema più grosso dell'umanità. Se non troveremo una soluzione, credo che sarà, per l'Homo sapiens, la fine della strada" (pag. 241).Vi si punta molto sulla responsabilizzazione, motivata da un giusto atteggiamento che vi vede nuove energie capaci di muoversi con più energia, e freschezza: "Collaborazione, comprensione, la forza del tuo cervello, nuove idee, forse un'associazione alla pari….qui stiamo morendo per mancanza di pensieri freschi." (pag. 243-le sottolineature sono mie); "…non siete ancora bloccati nel nostro modo di pensare al problema. Dobbiamo trovare delle strade completamente nuove, creare nuovi modelli di pensiero, e esplorare scelte diverse; ma noi non possiamo farlo, siamo troppo legati alle nostre esplorazioni presenti e troppo fissati al modello delle analisi passate." (pag. 257).Vi è la doverosa "morale", enunciata con grande enfasi da un patriarca degli "immortali": "Non confondete il tempo del calendario e l'esperienza." (pag. 260), che non è neanche un'enunciazione troppo povera, e: "Non sprecate la vostra vita per dei piccoli problemi…Trovate la sfida più grande possibile, quella più difficile, la più frustrante, e aggreditela con tutto quello che avete." (pag. 262), anche questa di una qual certa significanza. Nell'introduzione all'edizione italiana l'autore dice che è incentrato sulla: "…differenza esistente fra il tempo soggettivo e quello oggettivo." (pag. I°), cosa indubitabilmente vera, ma che è stata trattata un po’ meglio soprattutto da Ursula Le Guin, che ne ha saputo trarre dei racconti davvero avvincenti, e molto più, facilmente, profondi di questo.
Di appena un po’ avvincente c’è una scena, nella quale alcuni dei protagonisti, ancora nello spazio "normale", che stanno tentando di far rinvenire un loro compagno che, invece, è già nello Spazio-S, dove si trovano gli "immortali", vengono invece fatti andare là da quello, nella quale si ha un buon effetto di ribaltamento della prospettiva; ma è davvero poco (pag. 164).
Quella ricerca sul prolungamento della vita che abbiamo detto, e un discorso, per quanto vago, su una possibile commistione fra organico ed inorganico ("…il punto in cui lo spartiacque fra l'organico e l'inorganico diventa confuso." (pag. 129)), ricordano indubitabilmente le tematiche di "Generazione Proteo", ma, per fortuna, già qui lo stile è notevolmente migliore, anche se rimane su standard davvero bassi.
In quell'anno pubblicò anche i racconti "Dies Irae", in "The Pianets", a cura di Byron Preiss (Bantam), "Tunicate, Tunicate, Wilt Thou Be Mine?", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", giugno, poi antologizzato in "Dancing with Myself", "Trader's Secret" [* Mike Asparian], "Analog", agosto, poi antologizzato in "Trader's World", "Space Transportation Without Rockets", ottobre, poi antologizzato in "Far Frontiers" vol. V, a cura di Jerry Pournelle & Jim Baen (Baen, '86) e "Bye, Bye Lullabies", "Stardale", novembre/dicembre, e l'articolo "Space Talking", "Far Frontiers", vol. III, a cura di Jerry Poumelle & Jim Baen (Baen).

Nell''86 pubblicò il romanzo "The Nimrod Hunt" (Baen), poi (Headline, '88): che narra di androidi, alieni, e filosofia morale; contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. l9:6, n. 305, giugno '86, i racconti "Trader's Blood" [* Mike Asparian], "Analog", aprile, poi antologizzato in "Trader's World" e "Hotel Hunting", "Twilight Zone", dicembre, e gli articoli "New Worlds for Old", "Far Frontiers", vol. VI, a cura di Jerry Pournelle & Jim Baen (Baen) e "On Timeline Singularities, Space, and Human History", "Far Frontiers", vol. VII, a cura di Jerry Pournelle & Jim Baen (Baen).

Dell''87 abbiamo ben due racconti a disposizione in traduzione; il primo è "Trapalanda" (Trapalanda, in questo sito: http://www.intercom.publinet.it/trapalanda.htm, '99; traduzione di Danilo Santoni, 18 pagine, originariamente apparso in "Isaac Asimov's Sf Magazine", giugno, pagg. 80-104, poi antologizzato in "Future Earths: Under South American Skies", a cura di Mike Resnick & Gardner Dozois (DAW, '93), "Georgia on My Mind and Other Piaces" e "Timegates", a cura di Jack Dann & Gardner Dozois (Ace, '97))-ottimo racconto d’atmosfera, nel quale si racconta della ricerca, fruttuosa, di un luogo mitico.

Il phatos che lo sorregge è l'intrecciarsi di scienza e mito, tramite il quale un racconto che poteva risultare, semplicemente, un racconto di esplorazioni di luoghi misteriosi, assume una concretezza, una verosimiglianza che fanno si che, il mito, possa poter essevi letto come qualcosa di possibile.E, l'eldorado da tutti conosciuto, e cercato per anni, risulta essere un manufatto alieno, un portale dimensionale: "Un portale, una porta verso qualche altra parte dell'Universo…Qualcuno l'ha lasciato qui per noi umani e porta verso le stelle." (15° pagina della stampa), che ha un incredibile effetto sul tessuto temporale stesso.Non mi dilungerò oltre su questo racconto, visto che è in linea in questo sito, ma penso di dover dire che buona parte del suo fascino lo debba al suo essere come sospeso in un'atmosfera astratta, così com’è lasciato in un ambito nel quale ben poco vi si può sapere sullo sfondo, sugli antefatti; quasi a voler riprendere le atmosfere della letteratura fantastica sudamericana. l'altro è "Complesso di colpa" (Guilt Trip, "Analog" n. 5, ed. Phoenix, '95, 256 pagine, 3,87 €, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "Analog", agosto, illustrato da J. Aulisio e G. Palumbo; 10 pagine, pag. 7; correlati critici: "Note", pag. 4)-sugli Universi Paralleli, nel quale si immagina un uomo intrappolato nel mondo da lui creato, tramite un cambiamento deliberato della Storia; anche qui, la cosa che, prevalentemente, balza all'attenzione, è l'abilità di rendere ciò estremamente credibile, per mezzo di, ancora, riferimenti particolareggiati alla scienza, e, ovviamente, alla fisica in particolare.

In quell'anno pubblicò anche i racconti "The Dreaming Spires of Houston", in "New Destinies, Vol. 2", a cura di Jim Baen (Baen), "Trader's Cross" [* Mike Asparian], "Analog", marzo, poi antologizzato in "Trader's World", "The Grand Tour", "Analog", maggio, poi antologizzato in "Project Solar Sail", a cura di Arthur C. Clarke (NAL/Roc, '90, col titolo di "Grand Tour!", "Life Among the Asteroids", a cura di Jerry Pournelle & John F. Carr (Ace, '92) e "Dancing with Myself", "Trader's Partner" [* Mike Asparian], "Analog", giugno, poi antologizzato in "Trader's. World" e "Obsolete Skill", "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", dicembre, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Piaces", e gli articoli "Running Out", "New Destinies", vol. 2, a cura di Jim Baen (Baen) e "Do You Really Want a Bigger U.S. Space Program?", "New Destinies", vol. 2, a cura di Jim Baen (Baen).

Dell''88 abbiamo a disposizione in traduzione solamente un saggio, "Addio al maestro", (Farewell to the Master, in collaborazione con Yoji Kondo, in "I figli di Matusalemme", "Il mestiere dell'avvoltoio", "Una famiglia marziana", "Requiem", di Robert A. Heinlein, "I massimi della fantascienza"n.35, ed. Mondadori, '95: 550 pagine, 16,53 €, prezzo remanders: 20 €; "Requiem" (Requiem, '92), a cura di Yoji Kondo, edizione originale: (Tor, '92); traduzione di Mario Zucca, pagg. 546-550, originariamente apparso in "New Destinies", vol. VI, a cura di Jim Baen (Baen))-che non è niente altro che il tipico discorso commemorativo per la scomparsa di una qualche personalità, pieno di elogi, e di ricordi; è nella parte "Tributi", nella quale, appunto, si raccolgono i discorsi tenuti in occasione di una serata d’onore per R.A. Henlein per il conferimento postumo della Medal for Distinguished Public Service della Nasa.

In quell'anno pubblicò anche l'antologia "Trader’s World" (Ballantine/Del Rey), (New English Library, '89) [*Mike Asparian]: che raccoglie racconti che narrano di una Terra appena uscita da una guerra mondiale, comprendente: "Trader’s Blood", "Trader’s Partner", "Trader’s Cross" e "Trader’s Secret"; contributi critici: recensione di Tom Whitmore, "Locus" vol. 21:11, n. 334, novembre '88, e i racconti "Saved from the Shredder", "Science Fiction Eye" vol. l n. 3, "The Courts of Xanadu", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", aprile, poi antologizzato in "Hollywood Ghosts", a cura di Frank D. McSherry, Jr., Charles G. Waugh & Martin H. Greenberg (Rutledge Hill Press, '91), e "Dancing with Myself", "Space Opera" [*Waldo Burmeister], "Analog", metà-dicembre, "Dead Meat", in "Tropical Chilis", a cura di Tim Sullivan (Avon) e "The Heart of Ahura Mazda" [Erasmus Darwin], "AHMM", novembre, poi antologizzato in "The Amazing Dr. Darwin", e gli articoli "The Winding Road: To Room-Temperature Super-Conductivity via Absolute Zero", "New Destinies", vol. III, a cura di Jim Baen (Baen), "Unclear Winter", "New Destinies", vol. IV, a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing with Myself", "Across the Great Divide", "New Destinies", vol. III, a cura di Jim Baen (Baen) e "Counting Up", "New Destinies", vol. VI, a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing with Myself".

Dell''89 abbiamo ben due racconti a disposizione in traduzione; il primo è "Diritti d'autore scaduti" (Out of Copyright, in "Stelle di neutroni", "Un'antologia a cura di Gardner Dozois", (The Year's Best Science Fiction: Seventh Annual Collection, '90), a cura di Gardner Dozois, "Varia fantascienza", "Millemondi primavera 1995", "Millemondi" n. 2 (nuova serie), ed. Mondadori, '92, '95, edizione originale: (St. Martin's); 350-644 pagine, 4,65-16,53 €; traduzione di Corinna Agustoni, © by Mercury Press, Inc., 17 pagine, pag. 59; 19 pagine, pag. 60; originariamente apparso in "The Magazine of Fantasy & Science Fiction", maggio, poi antologizzato in "The Orbit Science Fiction Yearbook Three", a cura di David S. Garnett (Orbit, '90), "Dancing with Myself", "Clones", a cura di Jack Dann & Gardner Dozois (Ace, '98) e in "Worldmakers: Sf Adventures in Terraforming", a cura di Gardner Dozois (St. Martin’s Griffin, 2001))-dell'hard Sf che più caratterizza la produzione del nostro, narra di una gara d’appalto per il terraforming, che si svolge con una prova pratica, la terraformazione di Io, un satellite di Giove.Il novum che lo caratterizza, però, è l'idea che queste società, per incrementare il loro "…patrimonio intelletuale disponibile…" (pag. 67), clonino eminenti scienziati, da Newton a Einstein; e, come abbiamo visto essere caratteristoco di Sheffield, attorno a ciò si dicono un'infinità di particolari, che lo rendono credibile; nel far ciò, l'autore discorre anche sulla moralità, della clonazione, ma senza entrare nel merito della questione.
C’è anche il colpo di scena finale, nel quale apprendiamo che il protagonista/narratore è nientee di meno che…Al Capone; clonato, naturalmente.

l'altro è "Test di umanità" (Humanity Test, "Analog" n. 5, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "Analog", marzo, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Places", illustrato da J. Aulisio e G. Palumbo; 23 pagine, pag. 19)-racconto giudiziario, nel quale assistiamo ad un processo nel quale si tenta di dare i Diritti Civili a degli scimpanzè diventati intelligenti a causa dell' "…uso di DNA umano in esperimenti genetici…" (pag. 19).
Ma, il finale, lo fa essere più un racconto di robot, nel senso che, se invece dei diritti di questi scimpanzè, si fossero difesi quelli dei robot, sarebbe stato molto più appropriato; infatti, ciò che farà vincere la causa, sarà un'azione assolutamente quasi-umana, logica, ma senza empatia; vi è anche una ripresa delle Leggi della Robotica di Asimov, "Il fatto basilare più importante insegnato a tutti gli Shimmy è che la vita di un normale umano è sacra, molto più di quella stessa degli Shimmy." (pag. 39), che, ancor di più, lo avrebbe potuto far essere, meglio, un racconto sui robot.

In quell'anno pubblicò il secondo romanzo della serie Behrooz Wolf, "Proteus Unbound", seguito di "Progetto Proteo", prima a puntate su "Analog", nei numeri di agosto, settembre ottobre e novembre, poi (Ballantine/Del Rey), (Sevenoaks: New English Library), poi antologizzato in "Proteus Manifest" e "Proteus Combined" (vedi "Autobiografia", cap. 14); altri contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 21:9, n. 332, settembre '88, e, appunto, la prima raccolta dei due, "Proteus Manifest" (SFBC), comprendente "Sight of Proteus" e "Proteus Unbound".
I racconti di quell'anno furono: "Beyond the Golden Road", in "Arabesques 2", a cura di Susan Shwartz (Avon), "Destroyer of Worlds", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", febbraio, poi antologizzato in "Isaac Asimov's Earth", a cura di Gardner Dozois & Sheila Williams (Ace, '92) e in "Georgia on My Mind and Other Places", "The Serpent of Old Nile", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", maggio, "Nightmares of the Classical Mind", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", agosto, poi antologizzato in "Dancing with Myself" e "Dancing With Myself", "Analog" agosto, poi antologizzato in "Dancing with Myself"; gli articoli: "Fly Me to the Stars: The Facts and Fictions of Interstellar Travel", "New Destinies", Vol. VIII, a cura di Jim Baen (Baen) e "Classical Nightmares and Quantum Paradoxes", "New Destinies", vol. VII, a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing with Myself".

Quake, pianeta proibitoDel '90 abbiamo a disposizione in traduzione ben un romanzo e tre racconti; il romanzo è "Quake, pianeta proibito" (Summertide, "Urania" n. 1274, ed. Mondadori, '96: 240 (229) pagine, 2,84 €,  prezzo remainders: 3,10 €; traduzione di Marco Pinna, edizione originale: (Ballantine/Del Rey, poi '91), ed Gb, (Gollancz, poi '91), poi antologizzato in "The Heritage Universe" e in "Convergent Series"; altri contributi critici: non tradotti: recensioni di Tom Whitmore, "Locus" vol. 24:2, n. 349, febbraio '90, e di Dan Chow, "Locus" vol. 25:3, n. 356, settembre '90)-bel romanzo d’avventura, nel quale già, però, vediamo che le trame di hard Sf che hanno contraddistinto i romanzi che abbiamo potuto fino a qui esaminare vengono notevolmente lenite da una forte dose di umanesimo. Innanzi tutto la trama non è più, assolutamente, vanvogtiana, come abbia visto essere nei primi, ma, benchè parta dando l'impressione della solita space opera ad ampio respiro, diventa invece poi subito la narrazione lenta, pacata, di un singolo episodio, limitato sia nel tempo che nello spazio.
I personaggi sono, finalmente, dei personaggi veri, abbastanza ben caratterizzati, smettendo di essere quei vuoti stereotipi che abbiamo visto muoversi nei precedenti.
La storia che racconta, poi, è anche piuttosto originale, sulla scia di quella Super Scienza dal sapore indubbiamente ancora vanvogtiano.
Ma la cosa che risalta maggiormente è lo stile, finalmente, ancora, scorrevole, che consente una lettura piacevole e avvincente, senza più le pesantezze e le macchinosità che abbiamo visto; e nel quale si legge molto bene una conoscenza dell'animo umano che, altrove, aveva decisamente lasciato a desiderare.
Insomma, qui, Sheffield sembra decisamente sulla buona strada per trovare un equilibrio fra scienza e narrativa, che, come vedremo, gli farà scrivere cose davvero buone.
Il finale è il tipico finale aperto delle prime parti di una, in questo caso, quadrilogia, ma, purtroppo, come potete vedere, il secondo ed il terzo non sono stati ancora tradotti, qua da noi.
Il primo dei racconti è "La doppia scala a chiocciola" (The Double Spiral Staircase, "Analog" n. 5, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "The Double Spiral Staircase", "Analog", gennaio, poi antologizzato in "Dancing with Myself", illustrato da K. Freas e G. Palumbo; 15 pagine, pag. 45)-che è, solamente, il racconto della visita di un ex compagno di classe al capo della NASA; ma nella quale questi gli racconta di aver trovato nella parte del DNA di cui ancora non si conosce la funzione, le istruzioni per l'antigravità, ed altro; lasciateci da degli alieni milioni di anni fa, nell'unico modo col quale avrebbe potuto superare tale periodo.
A parte ipotesi strampalate sulla nostra origine che può suscitare, contiene una spiegazione divulgativa di cosa sia il DNA.

Il secondo è "Un atto di coraggio" (A Brave Thing, "Isaac Asimov Sf Magazine" n. 3, ed. Telemaco, '93, 192 pagine, 3,1 €; prezzo remainders: 2,58 €, traduzione di Francesca Rossi, 27 pagine, pag. 93, illustrato da Otto Gabos; correlati critici: "Note", pag. 4; in "SuperNovae" (The Year's Best Science Fiction: Eight Annual Collection, '91), a cura di Gardner Dozois, "iperFiction", ed. Interno giallo/Mondadori, '93, "Millemondi primavera 1996", "Millemondi" n. 6 (nuova serie), ed. Mondadori, ‘96, edizione originale: (St. Martin's, '91); 622-318 pagine, 18,08, 4,65 €, nella traduzione di Massimo Patti, col titolo di "Qualcosa di eccezionale", 27 pagine, pag. 115-122; originariamente apparso in "Isaac Asimov’s Sf Magazine", febbraio, poi antologizzato in "Dancing with Myself" e "Visions of Wonder", a cura di David G. Hartwell & Milton T. Wolf (Tor, '96); finalista Hugo '91, miglior racconto)-un altro di quei racconti d'atmosfera decisamente atipici, nella produzione del Nostro, è il racconto, lento e appassionato, di un uomo che ha vinto il premio Nobel per la Fisica, dapprima, semplicemente, della sua amicizia con un altro futuro fisico, e degli inizi della sua carriera, ma che, poi, ha un'improvvisa impennata, nel dire del suicidio di quell'amico, ormai da tempo anch’egli fisico affermato.
Alla fine, si verrà a sapere che era uno sfogo per dire che, quel Nobel, non era interamente meritato; che aveva rubato l'idea base all'amico suicida, il quale aveva scoperto il modo di andarcene da questo pianeta, ma che era stato assalito da dubbi etico-morali: "Aveva in pugno la formula magica che avrebbe mandato l'umanità sulle stelle…ma ci vedeva come un'umanità assetata di sangue e interessata solo al sangue, che si sarebbe scatenata senza limiti nell'universo." (pag. 118 dell'edizione Telemaco; differente, pag. 140 ed. Mondadori).
Penso che il calore che vi si avverte sia in parte dovuto al fatto che, avendo vissuto l'esperienza della vita accademica, ne abbia potuto dire con un'intensità differente che non di astronavi e simili, ma comunque vi si può leggere, per così dire, il risvolto umano dello scienziato, il suo amore per la cultura, quella con la C maiuscola, e una buona capacità di creare atmosfere intense, e dei caratteri psicologici che non siano solamente dei nomi vuoti che agiscono per dire, solamente, delle idee.
l'ultimo è "Godspeed" (Godspeed, "Analog" n. 5, traduzione di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "Analog", luglio, poi antologizzato in "Dancing with Myself", illustrato da A. Bari e K. Freas; 16 pagine, pag. 61)-in cui si racconta della visita, al nostro pianeta, di una razza aliena; per dirci di non proseguire con gli esperimenti con l'ipervelocità.
Esperimenti di cui nessuno sa nulla, tranne i due scienziati che li stanno compiendo, in segreto e fuorilegge.Nell'ultima parte diventa quasi un giallo, con gli scienziati/protagonisti che si improvvisano James Bond per provare la loro innocenza, e l'inganno fatto all'umanità.
In quell'anno pubblicò anche i racconti "Thematic Aberration", in "New Destinies", vol. IX, a cura di Jim Baen (Baen), "Health Care System", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", settembre, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Piaces" e "Casualities", "Starshore" inverno, e l'articolo "The Unlicked Bear-Whelp", "New Destinies", vol. IX, a cura di Jim Baen (Baen), poi antologizzato in "Dancing with Myself".Nel '91 pubblicò il romanzo "Divergence" (Ballantine/Del Rey, poi ‘92), (Easton Press), Gb: (Gollancz, poi ‘92), poi antologizzato in "The Heritage Universe" e "Convergent Series", secondo romanzo della serie Heritage Universe; contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 26:1, n. 3 60, gennaio '91, i racconti "Fat Man's Gold", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", marzo e "Eighth Trimester", "Starshore", estate, e l'articolo "The Mote in NASA's Eye", "Analog", ottobre.

Le lune freddeAnche del '92 abbiamo a disposizione in traduzione un romanzo e tre racconti; il romanzo è "Le lune fredde" (Cold As Ice, "Urania" n. 1305, ed. Mondadori, '97, 320 (292) pagine, 3,05 €; prezzo remainders: 3,1 €; traduzione di Marzio Tosello, © by Charles Sheffield, edizione originale: (Tor), poi (SFBC), (Tor, '93, 2002); correlati critici: "l'autore", di Giuseppe Lippi, pag. 304; altri contributi critici: "Autobiografia", capitolo "Un anno freddo come il ghiaccio"; non tradotti: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 28:5, n. 376, maggio '92)-una delle tipiche Space Opera del Nostro, è ambientata in un futuro remoto nel quale l'Umanità ha colonizzato l'intero sistema solare, e racconta di un progetto di terraformazione di Europa, una delle lune di Giove; storia che, però, è solamente la cornice per raccontarne un'altra, di storia, che è quella della sopravvivenza di alcuni esperimenti che si credevano essere andati perduti alla fine di una guerra interplanetaria che: "…aveva cancellato tre quarti degli abitanti (della Terra)." (pag. 138), esperimenti che, se originariamente erano destinati ad usi bellici, ora potranno essere la possibilità, per l'Uomo, di raggiungere le stelle, "…la soluzione, l'unica che riusciva a immaginare." (pag. 297); la possibilità di scappare dalla nave che affonda, quindi, ancora.
Infatti, anche qui ritorna il tema che abbiamo visto essere persistente in tutta la produzione di Sheffield, quello della, giustificatissima, preoccupazione per il destino dell'umanità, legato alla sovrapopolazione, e alla conseguente mancanza di generi di sussistenza: "La popolazione di Ganimede stava aumentando.… fra quanto tempo avrebbe cominciato a gemere sotto il peso di una popolazione eccessiva, com’era successo alla Terra prima della guerra?" (idem).
La trama ha la struttura, ancora, del giallo, con, addiritura, un intero capitolo finale nel quale, come nella migliore tradizione di quel genere, si tirano le fila, ed i nodi vengono al pettine, appunto: "Adesso i pezzi s’incastrano." (pag. 290), ed è ravvivata da alcune scene di azione condotte abbastanza bene, che tengono davvero col fiato sospeso, e che hanno, anche, un finale originale, che andrà poi a determinare quello che sarà il finale, e la soluzione, dell'intero romanzo.
Sheffield, nell' "Autobiografia", ci dice che lo scrisse mentre uno dei suoi matrimoni stava andando in pezzi, e l'eco di ciò lo si può avvertire qua e là, nell'opera, in rapporti di coppia difficili, in litigi coniugali, o comunque di coppia, e in una certa qual poetica della solitudine maschile.

Anno 2042Il primo racconto è "Il prezzo della civiltà", (The Price of Civilization, in "Anno 2042" (Future Quartet: Earth in the Year 2042: A Four-Part Invention, '94), "Urania" n. 1301, ed. Mondadori, '87, 350 pagine, 3,05 €; prezzo dei remaindrs: 3 €; edizione originale: (Morrow AvoNova, '94); altri contributi critici: recensioni di Mark R. Kelly, "Locus" vol. 33:1, n. 402, luglio '94, e di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 33:3, n. 404, settembre '94; traduzione di Anna Maria Cossiga e Laura Serra, originariamente apparso in "Amazing Stories", settembre; 47 pagine, pag. 182)-ancora un racconto non di hard Sf, ma d’atmosfera, in quest’antologia anche introdotta dal Nostro che raccoglie quattro saggi e quattro racconti di altrettanti autori su questo simbolico 2042, centenario del primo viaggio di Colombo alle Americhe.
Vi si racconta di una società che ha ritrovato il suo equilibrio (“Nessuno muore di fame, nessuno è tormentato dalle malattie, nessuno vive nella paura. Non ci sono guerre, e non ci sono quasi più assassinii e crimini efferati.” (pag. 201) , dopo un periodo di “…fame, guerra, violenza e instabilità” (idem), grazie ad una legge che esonera alcuni dalla…cultura: “…legge sugli Esonerati dal Leggere-scrivere In Totale Esercizio-funzioni (ELITE).” (idem).
Come ciò sia possibile non viene assolutamente spiegato, ma non è certo questa la cosa importante.
Infatti vi si racconta una storia di emarginazione e razzismo, nella quale si arriva fino ad uccidere, per quanto indirettamente, un ragazzo ELITE (simbolicissimo!!) solamente per il fatto di essere uscito con una ragazza normale.
Dunque un'utopia negativa, camuffata da positiva, e quell'incomprensibile legge penso che non sia altro che un modo, azzecatissimo, di farci pensare, riflettere; vedere, a riguardo, alla fine del commento all'articolo di Sheffield in questa antologia, "Rapporto sul pianeta terra".

Il secondo è "Mutazione Feynmaniana" (The Feynman Saltation, in "Dinosauri" (The Ultimate Dinosaur, '92), a cura di Byron Preiss e Robert Silverberg, ed. Mondadori, '92, edizione originale: (Bantam Spectra); 352 pagine, 24,79 €; traduzione di Piero Anselmi, © by Charles Sheffield, originariamente apparsovi, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Places"; 12 pagine, pag. 52, illustrato da Kevin E. Johnson; correlati critici: "Hanno collaborato", pag. 346)-splendido, è un'evidente sublimazione del dolore dell'autore per la malattia, e la morte, di una delle sue mogli, che, come sappiamo, morì di cancro.
Vi si racconta, infatti, di un uomo che contrae quella malattia in un futuro prossimo, nel quale ci sono delle nuove terapie, ma comunque inefficaci; ma il novum che lo sorregge è un' altro, e cioè un ballardiano regredire della sua coscienza a livelli archetipi, nei quali ricorda, con la memoria profonda, ere antichissime della vita, la preistoria della sorella paleontologa.
Il finale, intensissimo e forte, è una trasposizione di quel dolore che, quasi, arriva a dire l'indicibile, con un comprensibilissimo accostamento fra amore…e morte: "Se potessi balzare fino in fondo, fino alla prima scintilla di vita, scommetto che l'intensità della forza vitale e della gioia sarebbe quasi insopportabile. Stò andando là, Julie. Oltre la barriera, nel Permiano, all'inizio. E non tornerò. Mai più…. Un attacco epilettico… I suoi lineamenti si distesero, e il ghigno fisso scomparve, sostituito da un'espressione di calma infinita e di pace." (pagg. 63-4).

l'ultimo è "La materia nascosta di McAndrew" ([*McAndrew] The Hidden Matter of McAndrew, in "Analog" n. 3, ed. Phoenix, '95, 256 pagine, 3,87 €; traduzione di Enzo Verrengia, originariamente apparso in "Analog", giugno, poi, col titolo di "Shadow World", in "One Man's Universe", e, con quello di "The Hidden Chronicle of McAndrew" in "The Complete McAndrew"; illustrato da Vincent Di Fate; 32 pagine, pag. 131; correlati critici: "Note", pag. 4)-di hard Sf, racconta di una spedizione fuori dal sistema solare a tentare di capire di cosa sia composta la Materia Mancante: "La "roba luminosa", la materia visibile, quasi non basta a mantenere in equilibrio l'universo...rappresenta solo l'un per cento della massa necessaria." (pag. 149).
Pieno zeppo di fisica teorica, con quegli accadimentini veramente minimi, quasi penosi, che caratterizzano questo tipo di racconti, ha il pregio di dirci qualcosa di questo McAndrew, protagonista di un intero ciclo, di racconti: "Gente che di fisica ne sapeva molto più di me aveva detto che McAndrew era il migliore, tra i viventi, un nome da pronunciare insieme a quelli di Newton ed Einstein." (pag. 132).
E, divertente, vi è quasi una stimmatizzazione del fatto che i personaggi, di questi racconti, non siano altro che tipi vuoti, dei quali non importa assolutamente sapere la psiche: "L'avevo già visto prima, molte volte. Non proprio lui, ma il tipo." (pag. 136).

In quell'anno pubblicò anche i romanzi "Brother to Dragons" (Baen), poi (Easton Press, '93, ma simultanea con l'altra, rilegata in cuoio e bordata in oro è nella collana "Signed First Editions of Science Fiction", acquistabile solo per abbonamento): in cui si narra di un ragazzo che lotta per sopravvivere in un mondo futuro nel quale le classi economiche si sono accentrate; contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 29:2, n. 379, agosto '92 e "Trascendence" (Ballantine/Del Rey, poi ‘93), ed. Gb, (Gollancz), terzo romanzo della serie Heritage Universe, poi antologizzato in "The Heritage Universe" e in "Transvergence"; contributi critici: recensione di Dan Chow, "Locus" vol. 28:2, n. 373, febbraio '92, e, appunto, la raccolta dei primi tre romanzi della serie Heritage Universe, "The Heritage Universe" (SFBC), comprendente "Summertide", "Divergence" e "Transcendence".
I racconti di quell'anno: "Deep Safari", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", marzo, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Piaces", e in "Nanodreams", a cura di Elton Elliott (Baen, '95), "Ladies Night at the OK Corral", "Interzone", ottobre, "C-change", "Analog", novembre, poi antologizzato, col titolo di "Probability Zero", in "Dancing with Myself" e "The Decline of Hyperion", "Analog" metà dicembre; gli articoli: "Introduction", a "The Super Hugos", a cura di Martin H. Greenberg (Baen) e "Science", con Arlan Andrew, Sr. e Geoffrey A. Landis, "Science Fiction Age", novembre.

Il Piantea del TesoroDel '93 abbiamo a disposizione in traduzione ben due romanzi e due racconti; il primo romanzo è "Il pianeta del tesoro" (Godspeed, "Economica tascabile" n. 88, ed. Fanucci, '98: 384 pagine, 6,2 €; traduzione di Carlo Borriello, © by Charles Sheffield, edizione originale: (Tor, poi ‘94), poi (SFBC, ‘94); 374 pagine; altri contributi critici: "Libredicola-Novità dagli editori", di Luigi Pachì, "Delos" n. 38, '98: http://www.delos.fantascienza.com/delos38/update1.html, "Autobiografia", capitolo "La serie Jupiter"; non tradotti: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 31:5, n. 394, novembre '93)-juveniles, come ci dice l'autore stesso nell'"Autobiografia" ("...libri disegnati per richiamare l'interesse dei giovani lettori." ), è, ancora, una Space Opera, nella quale si immagina che, gli Uomini, in un futuro lontanissimo, dopo aver raggiunto le stelle, ne rimangano come prigionieri, per un difetto che non avevano calcolato nella propulsione che ve li aveva condotti. Ma, se il primo centinaio di pagine, risulta essere una narrazione piacevole ed intrigante della vita su uno di questi mondi rimasti isolati, essa poi scade bruscamente quando comincia a raccontare delle imprese spaziali.Il tono su cui è tenuto è, come abbiamo detto, del juveniles, e risulta davvero difficilmente gradevole ad un adulto, per non dire fastidioso.
A sommarsi a ciò un'edizione che, per quanto Fanucci, un marchio che, di solito, è sinonimo di garanzia di qualità, ha una traduzione a volte assolutamente risibile, nella quale chiunque può cogliere degli svarioni madornali, e, anche, una composizione tipografica fra le più scadenti che mi sia mai capitato di trovare: "…fui circondata da tutte le altre e condotta…" (pag. 214), quando chi stà parlando un lui, "…tenere i miei occhi molti più a lungo." (pag. 215), "Non vi alcun occhiolino…" (pag. 254); ma sono tantissimi.
Troppo poco, quindi, una buona prima parte, se poi ci si deve sorbire quasi trecento altre pagine nelle quali assistiamo al diventare uomo di un adolescente, cosa che, peraltro, si risolve senza che si dia una gran dimostrazione di conoscenza della psicologia di quell'età dell'Uomo, alle prese con avventure spaziali con una loro logica interna, anche, penso, entusiasmanti per un…adolescente (o forse qualcosa di meno), ma senza davvero nulla che possa interessare, come ho detto, un adulto.
Sempre nell'"Autobiografia" Sheffield ci racconta che, a parte averlo cominciato a scrivere nel '91, fu da questo che gli venne l'idea di fondare una collana di romanzi di Sf per adolescenti, la serie "Jupiter", di cui diremo.

Caccia a Nimrodl'altro romanzo di quest’anno è "Caccia a Nimrod" (The Mind Pool, "Cosmo argento" n. 277, ed. Nord, '97: 422 (418) pagine, 12,39 €; traduzione di Annarita Guarnieri, © by Charles Sheffield; edizione revisionata e ampliata di "The Nimrod Hunt", '86, edizione originale: (Baen); altri contributi critici: "Introduzione", di Charles Sheffield, pag. 1, "Autobiografia", capitoli "Uno sconcertante incontro con Alfred Bester" e "Lo scrittore ha dei figli"; non tradotti: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 31:4, n. 393, ottobre '93)-qui, finalmente, Sheffield riesce a trovare quell'equilibrio che abbiamo detto trattando di "Quake, pianeta proibito", fra le sue trame hard e quell'umanesimo di cui, fino ad ora, abbiamo anche trovato traccia, solamente, come ricorderete, in alcuni racconti; da ciò nasce una storia avvincente, e, al contempo, piuttosto densa si significati.
l'autore ci dice che ha voluto ricalcare, in una qualche maniera, lo stile di Alfred Bester, da lui molto ammirato, e bisogna senz’altro dire che, quello effervescente e veloce di quegli, qui lo si riesce a ritrovare abbastanza bene, compresi alcuni accorgimenti grafici allora decisamente innovativi, almeno per la Sf; che vi sia, poi, un personaggio che, di cognome, fa Bester, ci dice sempre l'autore, non è un fatto casuale, ma una sorta di ringraziamento per un personaggio, in "The Stars my Destination", di cognome… Sheffield!!
Dicevamo della densità, di questo, diversamente da quasi tutti i romanzi che fino ad ora abbiamo trattato; è una pienezza che viene, prevalentemente, da un certo substrato psicanalitico, che vi si fa essere, che inspessisce i protagonisti, cosa che, però, non viene fatta certo in maniera pesante, ma inserendo anche ciò nel contesto fantascientifico altamente immaginativo che lo pervade tutto.
Si, perché, ciò che risalta maggiormente, è proprio questa immaginatività vivida, che rende forti e umanamente sentite le vicende che vi si svolgono, per quanto decisamente lontane dal nostro quotidiano.l'azione, infatti, si svolge mezzo millennio dopo che l'Umanità è riuscita a spezzare le catene della gravità, e a dilagare nell'Universo, dopo che, ancora una volta, un disastro nucleare aveva arrecato danni gravissimi alla Terra: "…il luogo più devastato e sfregiato sulla superficie della Terra. Durante i primi anni, quando ancora il bagliore della fusione non accennava a svanire… piante stentate o troppo rigogliose, gli animali deformi che sembravano una parodia di quelli creati dalla Natura" (pag. 319).
Vi viene poi detta, in una delle molteplici sottotrame che lo compongono, una cosa che mi è sembrata particolarmente significativa, sul diventare grandi, e, in particolarmente, sul doverlo fare troppo in fretta: "Era tutto facile e adesso è difficile. È… come si dice?… complicato." (pag. 141); a dire ciò è uno scarto di certi esperimenti, vissuto sempre da deficiente, che, sottoposto ad una macchina apposita, diviene, appunto, normale, grande, ma, ancora, tutto in un momento, senza che le età dell'Uomo possano lenirgli il già grave dolore: "…essere umani non è mai stato facile…" (idem).
Bello, significativo, anche il sentimento della madre, colei che l'ha fatto nascere a quella sua nuova vita: "…lei era addolorata della perdita del bambino innocente: il suo bambino era scomparso e non sarebbe più tornato." (idem).Vi è, anche, un po’ di sesso, mai troppo esplicito, sempre soffuso, ma anch’esso trattato bene, con un garbo ed una raffinatezza che, quasi, fanno dubitare che l'autore possa essere lo stesso di cose come "Progetto Proteo".Qualche annotazione marginale: vi è la tipica ripresa delle tre leggi della robotica di asimoviana memoria, anche centralissima alla trama: "…non potessero in nessun caso recare danni a forme di vita intelligenti ad essi note o a qualsiasi forma di vita che potesse essere dotata d’intelligenza…. Quando sono stati attaccati si sono limitati ad allontanarsi da ciò che poteva recare loro danno..." (pag. 17).
Nell'"Introduzione" l'autore ripete quanto dice nell'"Autobiografia" sul perché decise di ampliare "The Nimrod Hunt", aggiungendovi che la trama secondaria omessa in quello qui comincia a svilupparsi dal terzo capitolo, che ha cambiato il finale perché troppo esplicitamente ricalcante quello del romanzo di Bester, e conclude dicendo che: "…nel complesso non credo di aver lasciato intata una sola pagina nel corso di quella revisione che da un semplice lavoro di una settimana si è trasformata in uno sforzo concentrato lungo due mesi, al termine dei quali ho scoperto di aver creato un libro diverso." (pagg. 2-3).

Il primo racconto è "Georgia on my mind" (Georgia on my mind, "Analog" n. 2, ed. Phoenix, '94: 256 pagine, 3,62 €; 36 pagine, pag. 201, illustrato da Pc. Bing; correlati critici: "Note", pag. 4; in "I premi Hugo 1991-1994", a cura di Piergiorgio Nicolazzini, "Grandi opere" n. 27, ed. Nord, '95: 697 pagine, 20,66 €; 50 pagine, pag. 603; correlati critici: breve commento del curatore, pag. 601; traduzioni di Nadia Pagani, © by Bantam Doubleday Dell Magazines, originariamente apparso in "Analog", gennaio, poi antologizzato in "The Year's Best Science Fietion: Eleventh Annual Collection", a cura di Gardner Dozois (St. Martin's, '94), "Georgia on My Mind and Other Places", "Nebula Awards 29", a cura di Pamela Sargent (Harcourt Brace, '95), "The New Hugo Winners Volume IV", a cura di Gregory Benford & Martin H. Greenberg (Baen, '97), premi Hugo e Nebula '94, miglior racconto)-un altro dei bei racconti d’atmosfera del Nostro, in cui si racconta, in maniera, appunto, molto soffusa, del ritrovamento di prove certe della realizzazione della mitica macchina calcolatrice di Babbace, nel 1855; e di alieni, ed altro. Ancora una volta l'elemento che avvince è la capacità di dare credibilità a vicende al limite di essa per mezzo di un uso del dato scientifico vero detto molto bene, dal compertente che l'autore ne è.
Il finale, poi, aperto, nel quale non viene data, una risposta, agli interrogativi che vi si pongono, è davvero magistrale, e lascia una sensazione davvero buona; fra l'altro, vi si scherza, anche, sull'interesse che ciò, inevitabilmente, suscita nei…colleghi: "Niven, Pournelle, Forward, Benford e Brin sono irreperibili." (pag. 236), il cui senso, però, può essere capito solamente leggendolo.

l'altro racconto è "Le costanti universali" ([*McAndrew] The Invariants of Nature, "Analog" n. 1, ed. Phoenix, '94: 256 pagine, 3,62 €; traduzione di Alessandra di Luzio, o Francesca Indovina, o Ina Pizzuto, originariamente apparso in "Analog", aprile, poi antologizzato in "One Man's Universe" e in "The Complete McAndrew"; illustrato da G. Palumbo; 23 pagine, pag. 204; correlati critici: "Note", pag. 5)-altro racconto sul genio della fisica, dalla struttura del giallo, nel quale torna la preoccupazione che abbiamo visto pervadere tutta l'opera del Nostro, per il destino della Terra "…sovrappopolata, rumorosa e puzzolente." (pag. 208, ed. Phoenix), e dell'Umanità; infatti l'azione, molto cruda e violenta, si svolge in un laboratorio che impiega neutrini per scandagliare l'interno del nostro pianeta alla ricerca, ancora, delle risorse alimentari necessarie a sfamare una popolazione moltiplicatasi.
Le costanti universali del titolo sono quelle psicologiche, quando ve ne si era prospettata la scoperta, addirittura, di una fisica: "…le costanti della natura umana: l'amore, la gelosia, la paura e l'odio." (pag. 225).

In quell'anno pubblicò anche le antologie "Dancing with Myself" (Baen): comprendente 11 racconti e cinque articoli, di cui uno originale; comprendente: "Introduction", "Out of Copyright", "Tunicate, Tunicate, Wilt Thou Be Mine?", "Counting Up", articolo, "A Braver Thing", "The Grand Tour", "Classical Nightmares and Quantum Paradoxes", articolo, "Nightmares of the Classical Mind", "The Double Spiral Staircase", "The Unlicked Bear-Whelp", articolo, "The Seventeen-Year Locusts", "The Courts of Xanadu", "C-change", "Unclear Winter", articolo, "Godspeed", "Dancing With Myself" e "Something for Nothing: A Biography of the Universe", articolo, e "One Man’s Universe" (Tor) [McAndrew], ampliamento di "The McAndrew Chronicles" (Tor, ‘83), con una nuova introduzione dell'autore; comprendente: "Introduction", "Killing Vector", "Moment of Inertia", "All the Colors of the Vacuum", "The Manna Hunt", "Shadow World", "The Invariants of Nature", "Rogueworld" e "Appendix: The science behind the fiction".
I racconti di quell'anno: "Fifteen-Love on the Dead Man's Chest", "Amazing", maggio, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Places" e "The Fifteenth Station of the Cross", "Science Fiction Age", luglio, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Piaces".

Del '94 abbiamo a disposizione in traduzione un romanzo breve e due saggi, tutti in "Anno 2042"; il romanzo breve è "Istruzione superiore" (Higher Education,  in collaborazione con Jerry Pournelle, originariamente apparsovi, poi antologizzato anche in "How to Save the World", e, a puntate, su "Analog", febbraio, marzo, aprile, maggio '96; 75 pagine, pag. 245)-dall'ampliamento del quale si avviò il progetto "Jupiter", non poteva essere, questo, quindi, che un juveniles, come, per fortuna, non ne sono stati tradotti molti, di quelli che ha scritto; per fortuna, ovviamente, per i suoi estimatori adulti.
Qui abbiamo un moccioso alle prese, all'inizio, con un sistema scolastico che a dirsi disastroso sarebbe veramente riduttivo, che, ormai, è diventato, unicamente, un deposito per non far stare i ragazzi per strada, e null'altro; e, questo, in degli: "…Stati Uniti trasforma(ti) da repubblica in aristocrazia feudale." (pag. 266), nei quali non c’è lavoro, appunto, se non per i raccomandati, in senso esteso.
E che, poi, ha varie peripezie spaziali nelle quali subirà i cambiamenti di pragmatica, con una particolare insistenza sul valore del leggere.
Sicuramente avvincente per il pubblico a cui è rivolto, vi si ritrovano, quindi, le preoccupazioni del Nostro per il futuro del nostro pianeta, il sovrappopolamento, principalmente, con quelle masse di disperati senza alcuna prospettiva che vi si aggirano.

I saggi sono entrambi in quello stesso "Anno 2042", l'"Introduzione" (Introduction, pagg. 7-9) e "Rapporto sul pianeta terra"; nell'introduzione Sheffield dice che l'antologia gli venne commissionata dalla rivista "The World & I" nel '90, e quale fu il criterio col quale vennero scelti gli autori dei testi che avrebbero dovuto apparirvi: "...persone qualificate, avvezze a riflettere sul futuro in termini sia sociali sia tecnologici..." (pag. 8), e la modalità con la quale vennero scritti: "...in modo che ogni membro del gruppo non sappia che cosa sta facendo l'altro." (idem).      
Oltre, ovviamente, a dire dell'idea che la sorregge, di quei saggi e racconti su quel 2042 simbolico, centenario del primo viaggio di Colombo alle Americhe che abbiamo detto. 

 "Rapporto sul pianeta terra" (Report on Planet Earth, originariamente apparsovi, pagg. 168-181), invece, è un saggio/racconto, nel senso che Sheffield lo fa diventare un saggio scritto nel 2042, in cui si dice, percui, a ritroso dei cambiamenti che...sono avvenuti.
Cosa che lo rende molto più divertente, e quindi più fruibile, che se fosse stato redatto come un normale saggio di futurologia; moltissime le cose che vi si dicono, partendo dal dire quali erano gli "spauracchi"...nostri, "...l'imminente carenza di risorse..., L'aria sempre più inquinata, (le) riserve idriche contaminate...(il) "riscaldamento globale" (l'effetto serra)..." (pagg. 168-9) e la sovrappopolazione.
Per, poi, dirci in che modo sono stati evitati: "Qualsiasi aumento del livello di anidride carbonica è seguito quasi subito da un aumento ancor più forte dell'attività delle piante" (pag. 171), cosa che ha determinato un fatto che ha evitato l'effetto serra: "...la crescita delle piante aumentò sensibilmente dappertutto." (idem).
Per quanto riguarda l'estinzione di milioni di specie viventi, dice che il fatto che "...il pool genetico totale della terra (fosse) amplissimo ed interconnesso..." lo rese un evento "insignificante". (idem); anche se, negli "spauracchi" si era detto che quella era una possibilità che avrebbe potuto verificarsi a causa proprio dello sparire delle grandi foreste.
Mentre, per il problema della carenza di materie prime, si inventa una soluzione decisamente fantascientifica, ma che, infondo, potrebbe benissimo avverarsi: l'utilizzo di "...robot...nelle profondità marine..." (pag. 172), ora inarrivabili all'uomo, e ricchissime di essi.
Robot che sono stati anche la causa di una drastica riduzione degli orari lavorativi, e, quindi, di un enorme innalzamento della qualità della vita, dovuta alla "...quantità di tempo libero disponibile." (pag. 176).
La fame nel mondo è stata eliminata grazie alle tecniche di ricombinazione del DNA, per mezzo delle quali si è stati in grado di "...creare superpiante altamente produttive capaci di prosperare in aree troppo saline, troppo fredde o troppo aride per le piante naturali." (pag. 173), e alla produzione di cibo artificiale, per quanto: "Tale produzione non è mai stata accettata fino in fondo e non ha mai goduto il favore popolare..." (pag. 174).
E la sovrappopolazione per mezzo del modo ovvio che già sappiamo potrebbe essere, la contraccezione ed il controllo della fertilità.     
In questa utopia futura, poi, ci viene detto, i progressi della medicina sono stati enormi, anche grazie alla mappatura genetica, gli assassinii sono molto diminuiti grazie alla limitazione del diritto di fabbricare armi, mentre le guerre globali sono solo un ricordo grazie al fatto dell'accresciuta "...interdipendenza economica delle nazioni..." (pag. 177); la globalizzazione, insomma, per cui il mondo diventa talmente piccolo che non serve più, la guerra, visto che ogni prodotto può, così, essere disponibile per chiunque, ovunque.
Se già quella diminuzione degli assassinii poteva farci ricordare quel "Il prezzo della civiltà" di cui abbiamo detto, vi si dice anche un'altra cosa che ne chiarisce molto il senso: "...siamo più che mai divisi tra "chi sa leggere" e "chi non sa leggere", e per chi non sa leggere lo svantaggio è più drammatico di qualsiasi differenza di razza o censo." (pag. 178).

In quell'anno pubblicò anche il romanzo "The Judas Cross" (Special Editions Press), (Warner Aspect) in collaborazione con David E. Bischoff (vedi "Autobiografia", cap. 10): thriller/horror ambientato nella prima guerra mondiale nel quale si narra di un francese che spera di usare un manufatto sacro per salvare il suo paese, non capendo l'orrore folle del sacrificio che stà facendo; altri contributi critici: recensione di Carolyn Cushman, "Locus" vol. 33:6, n. 407, dicembre '94, e la seconda raccolta dei romanzi della serie Behrooz Wolf, "Proteus Combined" (Baen), raccolta preferita, all'altra, dall'autore, in quanto "Sight of Proteus" vi è in una versione lievemente rivista dalla più significativamente revisionata dell'edizione (Nel, '88); comprende: "Sight of Proteus" e "Proteus Unbound", e curò la raccolta di saggi "The World of 2044: Technological Development and the Future of Society" (Professors World Peace Academy/Paragon House), in collaborazione con Marcelo Alonzo e Morton A. Kaplan: una raccolta di saggi di scienziati e scrittori di fantascienza, fra i quali Ben Bova e Frederik Pohl, nei quali si pensano i possibili sviluppi tecnologici ed i loro impatti.
E i racconti "The Bee's Kiss", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", novembre, poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Places" e "Millennium", poi antologizzato in "Georgia on My Mind and Other Piaces", e gli articoli "Science", con Arlan Andrews, Sr., Gregory Benford e Geoffrey A. Landis, "Science Fiction Age", gennaio, e, omonimo, "Science", Arlan Andrews, Sr., "Science Fiction Age", settembre.

Memoria impossibileDel '95 abbiamo a disposizione in traduzione un romanzo, "Memoria impossibile" (The Ganymede Club, "Urania" n. 1345, ed. Mondadori, '98, traduzione di Delio Zinoni, © Charles Sheffield edizione originale: (Tor, poi ‘96), poi (SFBC, '96), finalista (14°) premio Locus '96; 336 (306) pagine, 3,05 €; prezzo remainders: 3,1 €; correlati critici: "l'autore", di Giuseppe Lippi, pag. 314; altri contributi critici: non tradotti: recensioni di Gary K. Wolfe e di Russell Letson, "Locus" vol. 35:6, n. 419, dicembre '95)-dalla struttura del giallo, con i tipici elementi disseminati lungo la trama che, mano a mano, trovano la loro collocazione, fino al capitolo finale (qui il terzultimo), nel quale si tirano le fila, un po’ alla Sherlok Holmes, struttura che, come abbiamo visto, non dispiace al Nostro, contiene anche parecchi elementi che non possono che ricordare il cyberpunk; evidentemente, visti gli anni che correvano, Sheffield ha pensato bene inserirne.
C’è una sorta di mago del computer che riesce ad entrare in banche dati, che usa sofisticate, e strabilianti, tecniche per acquisire dati, ed altro ancora.
Una spedizione a Saturno trova, in una forma di vita aliena, una sorta di immortalità; che si tiene per se, proteggendone il segreto a costo di molto spargimento di sangue.
La cosa che, però, mi è parsa più rilevante è la figura dello psicologo di questo futuro remoto (in cui, ancora, l'Uomo ha colonizzato, qui, il sistema solare); esso, detto haldane, è diventato qualcosa di molto diverso da quello che è oggi, essendo diventata, la psicologia, non più una scienza umanistica, imperfetta, ma una scienza esatta: "…predecessori primitivi…una teoria generale in grado di fornire l'impalcatura e trasformare in un sistema coerente una massa confusa di singoli dati. …I meccanismi fisici che stanno alla base delle visioni, delle esperienze di délà-vu, delle dislocazioni temporali, dei ricordi di altre vite, erano stati alla fine analizzati, definiti e rinchiusi in modelli quantitativi." (pagg. 81).
l'assillo del Nostro a fuggire dal nostro pianeta, quindi ancora, sapendo che il tempo stringe, e che fra poco potremmo essere davvero troppi; con, quasi, una nota, cinica, di una possibile…salvezza: "…la guerra è stata una benedizione. …ha risolto il problema della popolazione terrestre. La Terra era mostruosamente sovrappopolata prima della guerra." (pag. 158).
Vi sono, poi, alcuni rimandi a cose dette in altri romanzi: lo "Stimolatore Tolkov" (pag. 103) di "Caccia a Nimrod" e i missili "Cacciatori" di "Le lune fredde", che, qui, diventano "…missili Cercatori. Nessuna nave era mai sfuggita a un Cercatore, una volta che questi avesse riconosciuto il suo bersaglio." (pag. 145).
Vi si ripete, anche, una cosa già letta in varie altre di queste sue opere, riguardo le procedure di inizio lancio, che, credo, gli vengano dalla sua esperienza alla N.A.S.A.: "…i trentasei controlli standard: aria, filtri (due), calore, isolamento, temperatura, comunicazioni, razioni, eliminazione rifiuti (due), pronto soccorso, stabilizzatori (tre), getti (due), giunture (tredici), sigilli (quattro), display interni (tre)." (pag. 15).
Se comincia molto bene, e per un bel po’ rimane abbastanza avvincente e pieno idee che vi si affacciano in continuazione, un po’ alla Bester, come abbiamo visto, quando poi ripiega troppo sul modello del giallo diventa un po’ lento, e noioso.

In quell'anno pubblicò anche il terzo romanzo della serie Behrooz Wolf, "Proteus in the Underworld" (Baen), (SFBC; riedizione con differente ISBN e la numerazione della collana sul dorso); contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 34:3, n. 410, marzo '95, e l'antologia "Georgia on My Mind and Other Places" (Tor), con una premessa ad ogni racconto, nella quale si dice dei retroscena della loro scrittura; comprendente: "Introduction", "The Feynman Saltation", "The Bee’s Kiss", "Millennium", "Fifteen-Love on the Dead Man’s Chest", "Deep Safari", "Beyond the Golden Road", "Health Care System", "Humanity Test", "That Strain Again", "Destroyer of Worlds", "The Fifteenth Station of the Cross", "Trapalanda", "Obsolete Skill" e "Georgia on My Mind"; contributi critici: recensioni di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 34-2, n. 409, febbraio '95, e di Russell Letson, "Locus" vol. 34:3, n. 410, marzo '95.
E, sempre nel '95, curò l'antologia "How to Save the World", (Tor, poi ‘99), comprendente 13 racconti di immaginative, soluzioni high-tech ai problemi del mondo; comprende, di Sheffield: "Introduction", e i racconti "The Invasion of Space", con lo psedonimo di James Kirkwood e "Higher Education", con Jerry Pournelle: contributi critici: recensioni di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 35:3, n. 416, settembre '95, e di Mark R. Kelly, "Locus" vol. 35:6, n. 419, dicembre '95.
I racconti di quell'anno: "The Phantom of Dunwell Cove" [*Erasmus Darwin], "Isaac Asimov’s Sf Magazine", agosto, poi antologizzato in "The Amazing Dr. Darwin" (Baen, 2002) e "At the Eschaton", in "Far Futures", a cura di Gregory Benford; gli articoli: altri tre, omonimi, "Science" il primo con Arlan Andrews, Sr. & Yoji Kondo, "Science Fiction Age", gennaio, il secondo con Roger MacBride Allen, "Science Fiction Age", maggio, e il terzo con Lawrence Watt-Evans, "Science Fiction Age", luglio, "The Long-Term Future of the Universe", "Analog", luglio, "A Handful of Heresies", "Analog", dicembre e "Tilted Playing-Field", in "L. Ron Hubbard Presents Writers of the Future", vol. XI, a cura di Dave Wolverton (Bridge).

Nel '96 pubblicò il romanzo "Higher Education", nella collana, da lui diretta con Jerry Pournelle, "Jupiter", n. 1 (vedi "Autobiografia", cap. 16) (Tor, poi ‘97), in collaborazione con Jerry Pournelle; contributi critici: recensione di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 36:5, n. 424, maggio '96, e i racconti "The Peacock Throne", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", febbraio, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature", "Cloud Cuckoo", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", luglio, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature", "The Lady Vanishes", "Science Fiction Age" vol. 5, n. 1, novembre, poi antologizzato in "The Year's Best Science Fiction: Fourteenth Annual Collection", a cura di Gardner Dozois (St. Martin's, '97) e in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature" ("Qui la speranza è che presso un'installazione segreta governativa "the lady" sia davvero l'unica cosa a diventare invisibile." (da "Delos" n. 22, '96/'97)), miglior short story apparsa su "Science Fiction Age" nel '96, e un altro articolo dal titolo "Science", questo con Doug Beason, "Science Fiction Age", marzo.

Punto di convergenzaDel '97 è l'ultima opera che abbiamo a disposizione in traduzione, il romanzo "Punto di convergenza" (Convergence, "Urania" n. 1359, ed. Mondadori, '99: 288 (273) pagine, 3,05 €; prezzo remainders: 3,1 €; traduzione di Fabio Feminò, © by Charles Sheffield, edizione originale: (Baen), poi (SFBC) e antologizzato in "Transvergence"; correlati critici: "l'autore", di Giuseppe Lippi, pag. 280; altri contributi critici: recensione di Domenico Corso, "Future shock" n. 29, '99: http://digilander.iol.it/carruggio/fsk29/corso.htm)-quarto della quadrilogia di fa parte "Quake, pianeta proibito", della quale il secondo e il terzo, "Divergence" e "Trascendence", come abbiamo visto, non sono ancora stati tradotti qui da noi, vi vede muoversi gli stessi personaggi, ai quali se ne aggiungono alcuni altri, e narra di avvenimenti che accadono "…meno di un anno." (pag. 83) dopo quelli che abbiamo potuto leggere là.
Qui, però, la prospettiva si sposta completamente, e se quegli accadimenti, come abbiamo visto, erano ristretti, nel tempo e nello spazio, qui l'azione si amplia, a coprire vari pianeti, sparsi per la nostra galassia, ed è estesa, temporalmente, in un periodo decisamente più vasto.
La storia che vi si racconta è, ovviamente, ancora incentrata sugli Artefatti dei Costruttori, misteriosi ed enormi costruzioni trovate negli spazi cosmici dagli umani, e dalle altre razze intelligenti, di cui nessuno è stato ancora in grado di capire lo scopo, ne null'altro.
Qui vi si racconta, appunto, della scoperta di esso, che avviene, ancora una volta, per mezzo di una narrazione che, indubitabilmente, tenta di emulare quella scoppiettante del miglior Bester, con continue trovate mirabolanti e sceniche, che penso farebbero la gioia di ogni sceneggiatore: "I Costruttori vedono, e hanno illustrato a nostro beneficio, futuri potenziali…. E di tutti quelli possibili, solo uno permette la crescita stabile e la perpetuazione della civiltà. È quello in cui il Braccio è popolato e dominato da molteplici razze. E i Costruttori, con l'uso degli Artefatti impiantati molto tempo fa, hanno creato la possibilità di tale futuro." (pag. 251).
Tentativo che, però, non è pienamente riuscito; quel sense of wonder, infatti, non riesce mai a decollare davvero, rimanendo sempre un po’ troppo impastoiato sia nella trama, che nelle mille piccole storielle collaterali, prevalentemente d’amore, che lo costellano.
Una pecca della traduzione è l'aver trascurato del tutto l'altro romanzo, sostituendo, all'inizio, termini differenti per cose che, là, erano altrimenti dette; ad esempio, quel "Quake", qui è tradotto come "Terremoto", cosa che crea un po’ di confusione.
E c’è da dire che risulta sufficientemente a sé stante da poter essere letto, anche, senza aver letto il primo, ne averlo potuto fare degli altri due; di tutto ciò non si accenna minimamente, nella recensione del Corso, nella quale, invece, si sostiene, proprio, che non sia…a sé stante, senza, evidentemente, sapere che fa parte di una quadrilogia. In quell'anno, di romanzi, ne pubblicò anche altri tre: "The Billion Dollar Boy", "Jupiter", n. 2 (Tor, poi ‘98): un giovane ricco finisce incagliato su una nave mineraria; contributi critici: recensioni di Gary K. Wolfe, "Locus" vol. 38:2, n. 433, febbraio '97, e di Russell Letson, "Locus" vol. 38:1, n. 432, gennaio '97, "Putting Up Roots", "Jupiter" n. 3 (Tor, poi ‘98): un ragazzo autistico prende contatto con creature aliene su un pianeta colonizzato che si supponeva privo di vita intelligente; contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 40:1, n. 444 gennaio '98 e "Tomorrow and Tomorrow" (Bantam Spectra, poi ‘98), (Easton Press, rilegata in cuoio e bordata in oro è nella collana "Signed First Editions of Science Fiction", acquistabile solo per abbonamento), (SFBC; riedizione con differente ISBN e la numerazione della collana sul dorso): un uomo iberna se stesso e la moglie malata nella speranza di trovare una cura futura, e si risveglia milioni di anni nel futuro; contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 39:3, n. 440, settembre '97.
I racconti di quell'anno: "Waiting for the Riddlers", "Analog", marzo, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature" e "What Would You Like to Know?", "Science Fiction Age", marzo, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"; gli articoli: un altro "Science", questo con Yoji Kondo, "Science Ficlion Age", marzo, e "Deus Ex Machina", "Analog", maggio.

Nel '98 pubblicò i romanzi "Aftermath" (Bantam Spectra, poi ‘99) (Heyne Verlag (Germania), '99): su di un mondo post catastrofe di futuro prossimo, provocato dall'esplosione in supernova di Alpha Centauri; contributi critici: "Worldnews", di Maurizio Manzieri, "Delos" n. 40, '98: http://www.delos.fantascienza.com/delos40/wnews.html; non tradotti: recensioni di Preston Grassmann, "Locus", vol. 41:3, n. 452, settembre '98, e di Russell Letson, "Locus" vol. 41:3, n.452, settembre '98 e "The Cyborg From Earth", nella collana "Jupiter" (Tor, poi '99), e una raccolta dei primi due romanzi della serie Heritage Universe, "Convergent Series" (Baen), nella quale, in una nota editoriale si dice che sarebbero stati revisionati per questa edizione, ma nella quale non si ha evidenza di significativi cambiamenti, e i copyright non vengono postdatati; comprende: "Summertide" e "Divergence". I racconti di quell'anno: "The Solborne Vampire", "AHMM", gennaio, poi antologizzato in "The Amazing Dr. Darwin", "Packing Fraction", in "Packing Fraction & Other Tales of Science & Imagination", a cura di Julie E. Czerneda (Trifolium Books), poi antologizzato anche in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature", "Brooks Too Broad for Leaping", in "Bending the Landscape: Science Fiction", a cura di Nicola Griffith & Steve Pagel (White Wolf), poi antologizzato anche in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"; e un altro articolo dal titolo "Science", questo con R. Michael Hord, "Science Fiction Age", gennaio.

Nel '99 pubblicò il romanzo "Starfire" (Bantam Spectra, poi 2000), poi (SFBC, 2000; riedizione con differente ISBN e la numerazione della collana sul dorso), seguito di "Aftermath", narra della caccia ad un serial killer, e, parallelamente, degli sforzi per difendere l'appena devastata Terra da una nuova ondava di mortali particelle ad alta energia; contributi critici: "Intervista con Charles Sheffield", di Luigi Pachì; non tradotti: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 43:5, n. 466, novembre '99; una raccolta degli altri due romanzi della serie Heritage Universe, "Transvergence" (Baen), comprendente "Transcendence" e "Convergence"; e il saggio in volume "The Borderlands of Science" (Baen, poi 2000), il volume, "...riguarda la necessità di scienza reale nello scrivere science fiction." (dall'intervista del Pachì); su come pensare come uno scienziato e scrivere fantascienza; comprende un indice, e una bibliografia, dei testi citati.
I racconti di quell'anno: "With McAndrew, Out of Focus", [McAndrew] "Science Fiction Age", marzo, poi antologizzato in "The Complete McAndrew", "McAndrew and the Fifth Commandament", [McAndrew] "Analog", settembre, poi antologizzato in "The Complete McAndrew" e "Phallicide", "Science Fiction Age", settembre, poi antologizzato in "The Years’s Best Science Fiction: Seventeenth Annual Collection", a cura di Gardner Dozois (St. Martin’s Griffin, 2000) e in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"; e un altro articolo dal titolo "Science", questo con Eric Kotani e Geoffrey A. Landis, "Science Fiction Age", gennaio.

Nel 2000 pubblicò l'antologia "The Compleat McAndrew" (Baen) [*McAndrew]; ampliamento di "One Man’s Universe" (Tor, ‘93), essa stessa ampliamento di "The McAndrew Chronicles" (Tor, ‘83), con l'aggiunta di due racconti e con una introduzione dell'autore e dell'articolo conclusivo; comprendente: "Introduction", "First Chronicle: Killing Vector", "Second Chronicle: Moment of Inertia", "Third Chronicle: All the Colors of the Vacuum", "The Fourth Chronicle: Manna Hunt", "Fifth Chronicle: The Hidden Chronicle of McAndrew", "Sixth Chronicle: The Invariants of Nature", "Seventh Chronicle: Rogueworld", "Eighth Chronicle: With McAndrew, Out of Focus", "Ninth Chronicle: McAndrew and the Fifth Commandment" e "Appendix: Science & Science Fiction". I racconti di quell'anno: "Nuremberg Joys", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", marzo, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature" e "The Art of Fugue", "Isaac Asimov’s Sf Magazine", giugno, poi antologizzato in "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"; gli articoli: un altro da titolo "Science", questo con Geoffrey A. Landis e Robert A. Metzger, "Science Fiction Age", maggio, "With the Knight Male", in "The Chick is in the Mail", a cura di Esther Friesner (Baen) e "Introduction", a "Tripping the Dark Fantastic" (Wildside Press).

Nel 2001 pubblicò solamente il romanzo "Spheres of Heaven" (Baen, poi 2002), (SFBC, 2001; riedizione con differente ISBN e la numerazione della collana sul dorso) [*Mind Pool], seguito di "The Mind Pool", nel quale si narra di uno spaziale terrestre che, lavorando per conto di extraterrestri pacifisti che hanno posto sotto quarantena la Terra, è commissionato ad investigare su delle navi scomparse; contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 46:2, n. 481, febbraio 2001.

Nel 2002 pubblicò il romanzo "Dark As Day" (Tor), (SFBC, riedizione con differente ISBN e la numerazione della collana sul dorso), seguito di "Cold As Ice", nel quale si narra degli eventi dopo una trentina d’anni dalla Grande Guerra che distrusse il Sistema Solare, di ricerche per trovare un'arma dimenticata, un segnale alieno e una minaccia ai sopravvissuti dell'umanità; contributi critici: recensione di Russell Letson, "Locus" vol. 49: 2, n. 499, agosto 2002; e le antologie "The Amazing Dr. Darwin" (Baen) [*Erasmus Darwin], comprendente sei racconti sulle straordinarie avventure del nonno di Charles Darwin, Erasmus; tre erano state antologizzate in "Erasmus Magister" (Ace, ‘82); comprendente: "Introduction", "The Devil of Malkirk", "The Heart of Ahura Mazda", "The Phantom of Dunwell Cove", "The Lambeth Immortal", "The Solborne Vampire", "The Treasure of Odirex" e "Appendix-Erasmus Magister: Fact and Fiction"; e "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature" (Gale Group/Five Star), a cura di Martin H. Greenberg e Ed Gorman: 11 racconti, di cui uno originale; comprendente: "Introduction", "The Lady Vanishes", "The Peacock Throne", "Brooks Too Broad for Leaping", "The Art of Fugue", "The Whole Three Yards", "Cloud Cuckoo", "Packing Fraction", "Nuremberg Joys", "What Would You Like to Know?", "Waiting for the Riddlers" e "Phallicide".
In quell'anno pubblicò anche un racconto, "The Diamind Drill", "Analog", aprile.

A lettura ultimata delle, poche, opere del Nostro che abbiamo a disposizione in traduzione, tentiamo di dire qualcosa in generale sulla sua produzione.

Mi sembra evidente che il dato che emerge sia che l'esperienza alla N.A.S.A. sia stata centralissima, nella sua vita, e che lo abbia portato a considerare il viaggio nello spazio come qualcosa di positivo, cosa che, connessa alle preoccupazioni più che ragionevoli sul futuro del nostro pianeta lo abbia portato a scrivere molti romanzi nei quali, appunto, principalmente si dice di esso come della possibilità dell'Uomo di salvarsi; di poter "scappare dalla nave che affonda".

La sovrappopolazione, ed la conseguente scarsità di possibilità di approvigionamenti, sono assilli che abbiamo visto trasparire chiaramente in molte sue opere, così come, appunto, la prospettiva di colonizzazione dello spazio ne sia la soluzione.

Una caratteristiche che mi sembra che si possa individuare, di questa sua Space Opera, è di essere, sempre, mitigata da una buona dose di buon senso, che ne limita, appunto, la grandiosità priva di difetti che, invece, aveva nella sua, per così dire, era classica; qui non vi sono superuomini senza paura che affrontano lo spazio immuni da ogni caratteristica umana, ma persone che, anche se esteriormente tali, hanno, comunque, una complessità, ed umanità, ben maggiori.

Cosa che, poi, lo ha portato ad essere giustamente considerato uno dei migliori esponenti della riesplosione di essa che si è avuta.

E, se le sue esperienze personali di vita non hanno potuto non influenzare la sua opera, come abbiamo visto, il suo tentativo è sicuramente stato quello di tenervele fuori il più possibile: "Una scuola di scrittori dice che non c’è mezzo migliore di una bella esperienza o di una brutta esperienza, è solo dalle esperienza che gli scrittori posso trarre le cose. un'altra scuola di scrittori (io) dice che sono scemenze. Ci sono esperienze belle, brutte e terribili, e non ti va di ricordarti del terzo tipo a sufficienza per scriverci sopra." ("Autobiografia", cap. "Un anno freddo come il ghiaccio").

Come abbiamo visto in "Le lune fredde" ve ne si trovano delle tracce, e quella che credo si possa considerare la sua migliore, di quelle tradotte, "Mutazione feynmaniana", è una trasposizione decisa di un suo dolore reale.

Ma, appunto, non lo si può certo considerare uno scrittore che si esprima, uno scrittore che dica di sé.

Penso, comunque, che non si debbano nascondere le notevoli pecce stilistiche del Nostro, a cominciare da quei suoi primi romanzi, cose, come abbiamo detto, davvero al limite della decenza, cosa che, abbiamo detto, poi certo migliora, ma non senza, mai, lasciarsi dietro gravi difetti come incongruenze macroscopiche che spiccano qua e là; in conclusione, penso che solamente in quella manciata di racconti che ho detto d’atmosfera, si possa trovare lo Sheffield migliore; racconti nei quali, riuscendo a staccarsi dal suo scrivere, quello che doveva, scrivere, riesce a dire di, appunto, atmosfere davvero buone, che danno.

Per una consultazione facilitata
Opere non tradotte
Anni
Opere tradotte:
Racconti

Saggi
Saggi su

Romanzi
"Caccia a Nimrod" (The Mind Pool)
"Guide dell'infinito (Le)" (Between the Strokes of Night)
"Lune fredde (Le)" (Cold As Ice)
"Memoria impossibile" (The Ganymede Club)
"Pianeta del tesoro (Il)" (Godspeed)
"Progetto Proteo" (Sight of Proteus)
"Punto di convergenza" (Convergence)
"Quake, pianeta proibito" (Summertide)Racconti
"Atto di coraggio (Un)" (A Brave Thing)
"Complesso di colpa" (Guilt Trip)
"Costanti universali (Le)" (The Invariants of Nature)
"Diritti d'autore scaduti" (Out of Copyright)
"Doppia scala a chiocciola (La)" (The Double Spiral Staircase)
"Gambo del cielo (Il)" (Skystalk)
"Georgia on my mind" (Georgia on my mind)
"Godspeed" (Godspeed)
"Istruzione superiore", (Higher Education)
"Materia nascosta di McAndrew (La)" (The Hidden Matter of McAndrew)
"Mutazione Feynmaniana" (The Feynman Saltation)
"Prezzo della civiltà (Il)", (The Price of Civilization)
"Qualcosa di eccezionale" (A Brave Thing)
"Test di umanità" (Humanity Test)
"Trapalanda" (Trapalanda)

Saggi
"Addio al maestro", (Farewell to the Master)
"Autobiografia": http://www.intercom.publinet.it/BIOSHEFF1.htm
"Introduzione" (Introduction) a "Anno 2042"
"Introduzione" a "Caccia a Nimrod"
"Introduzione all'edizione italiana" di "Le guide dell'infinito"
"Rapporto sul pianeta terra" (Report on Planet Earth)

Saggi su
"Presentazione" a "Progetto Proteo", di Piergiorgio Nicolazzini, "Cosmo argento" n.163, ed.Nord, '86, pag.I°
"Note", "Isaac Asimov Sf Magazine" n. 3, ed. Telemaco, '93, pag. 4
"Note", "Analog" nn. 1- 2- 3- 5, ed. Phoenix, '94, '95, pagg. 5-4-4-4
"L'autore", di Giuseppe Lippi, "Urania" nn. 1305-1345-1359, ed. Mondadori, '97, '98, '99, pagg. 304-314-280
"Worldnews", di Maurizio Manzieri, "Delos" n. 40, '98
"Libredicola-Novità dagli editori", di Luigi Pachì, "Delos" n. 38, '98
"Bibliografia Charles Sheffield", di Marcello Bonati: http://www.intercom.publinet.it/BIOSHEFF.htm, '99
Recensione a "Punto di convergenza", di Domenico Corso, "Future shock" n.29, '99"
Intervista con Charles Sheffield
", di Luigi Pachì, "Delos" n. 44, '99: http://www.delos.fantascienza.com/delos44/sheffiel.html

Non tradotte
Romanzi

Antologie
Non-fiction
Racconti
Articoli
Saggi su

Romanzi
"Aftermath"
"Billion Dollar Boy (The)"
"Brother to Dragons"
"Cyborg From Earth (The)"
"Dark As Day"
"Divergence"
"Higher Education"
"Judas Cross (The)"
"My Brother’s Keeper"
"Nimrod Hunt (The)"
"Proteus in the Underworld"
"Proteus Unbound"
"Putting Up Roots"
"Selkie (The)"
"Spheres of Heaven"
"Starfire"
"Tomorrow and Tomorrow"
"Trascendence"
"Web Between the Worlds (The)"

Non-fiction"Borderlands of Science (The)"
"Earthwatch"
"Getting About in Space"
"How to Save the World"
"Man On Earth"
"Space Careers"
"World of 2044: Technological Development and the Future of Society (The)"

Antologie
"Amazing Dr. Darwin (The)"
"Compleat McAndrew (The)"
"Convergent Series"
"Dancing with Myself"
"Erasmus Magister"
"Georgia on My Mind and Other Places"
"Heritage Universe (The)"
"Hidden Variables"
"Lady Vanishes and Other Oddities of Nature (The)"
"McAndrew Chronicles (The)"
"One Man’s Universe"
"Proteus Combined"
"Proteus Manifest"
"Trader’s World"
"Transvergence"
"Vectors"

Racconti
"All the Colors of the Vacuum"
"Art of Fugue (The)"
"At the Eschaton"
"Bee's Kiss (The)"
"Beyond the Golden Road"
"Bounded in a Nutshell"
"Brooks Too Broad for Leaping"
"Bye, Bye Lullabies"
"Casualities"
"Certain Place in History (A)"
"Cloud Cuckoo"
"Courts of Xanadu (The)"
"Crocuses"
"Dalmatian of Faust (The)"
"Dancing With Myself"
"Dead Meat"
"Decline of Hyperion (The)"
"Deep Safari"
"Deimos Plague (The)"
"Destroyer of Worlds"
"Devil of Malkirk (The)"
"Diamind Drill (The)"
"Dies Irae"
"Dinsdale Dissents"
"Dominus Demonstration (The)"
"Dreaming Spires of Houston (The)"
"Eighth Trimester"
"Fat Man's Gold"
"Fifteen-Love on the Dead Man's Chest"
"Fifteenth Station of the Cross (The)"
"Fixed Price War"
"Forefather Figure"
"From Natural Causes"
"Grand Tour (The)"
"Health Care System"
"Heart of Ahura Mazda (The)"
"Hidden Variable"
"Hostages of Zark (The)"
"Hotel Hunting"
"Invasion of Space (The)"
"Ladies Night at the OK Corral"
"Lady Vanishes (The)"
"Lamberth Immortal (The)"
"Legacy"
"Long Chance (The)"
"Man Who Stole the Moon (The)"
"Manna Hunt (The)"
"Marconi, Mattin, Maxwell"
"Marriage of True Minds (The)"
"McAndrew and the Fifth Commandament"
"Millennium"
"Moment of Inertia"
"New Physics: The Speed of Lightness, Curved Space, and Other Heresies (The)"
"Nightmares of the Classical Mind"
"Nine Days' Wonder"
"Nuremberg Joys"
"Obsolete Skill"
"Packing Fraction"
"Parasites Lost"
"Peacock Throne (The)"
"Perfectly Safe, Nothing to Worry About"
"Phallicide"
"Phantom of Dunwell Cove (The)"
"Power Failure"
"Rogueworld"
"Saved from the Shredder"
"Serpent of Old Nile (The)"
"Seventeen-Year Locusts (The)"
"Softest Hammer (The)"
"Solborne Vampire (The)"
"Space Opera"
"Space Transportation Without Rockets"
"Subtle Serpent (The)"
"Summertide"
"That Strain Again"
"Thematic Aberration"
"Trader's Blood"
"Trader's Cross"
"Trader's Partner"
"Trader's Secret"
"Transition Team"
"Treasure of Odirex (The)"
"Tunicate, Tunicate, Wilt Thou Be Mine?"
"Waiting for the Riddlers"
"We Hold These Truths to Be Self-Evident"
"What Song the Sirens Sang"
"What Would You Like to Know?"
"Whole Three Yards (The)"
"With McAndrew, Out of Focus"Articoli"Across the Great Divide"
"Appendix-Erasmus Magister: Fact and Fiction (x)"
"Appendix: Science & Science Fiction"
"Appendix: The science behind the fiction"
"Appendix: The science in the science fiction"
"Classical Nightmares and Quantum Paradoxes"
"Counting Up"
"Deus Ex Machina"
"Do You Really Want a Bigger U.S. Space Program?"
"Fly Me to the Stars: The Facts and Fictions of Interstellar Travel"
"Handful of Heresies (A)"
"How to Build a Beanstalk"
"Introduction" a "Dancing with Myself"
"Introduction" a "Georgia on My Mind and Other Pieces"
"Introduction" a "Hidden Variables"
"Introduction" a "How to Save the World"
"Introduction" a "One Man’s Universe"
"Introduction" a "The Amazing Dr. Darwin"
"Introduction" a "The Compleat McAndrew"
"Introduction" a "The Lady Vanishes and Other Oddities of Nature"
"Introduction" a "The Super Hugos"
"Introduction" a "Tripping the Dark Fantastic"
"Introduction" a "Vectors"
"Introduction: The McAndrew Chronicles"
"Long-Term Future of the Universe (The)"
"Looking About in Space"
"Mote in NASA's Eye (The)"
"New Worlds for Old"
"On Timeline Singularities, Space, and Human History"
"Running Out"
"Science" ('92)
"Science" (‘94, 2)
"Science" (‘95, 3)
"Science" ('96)
"Science" ('97)
"Science" ('98)
"Science" ('99)
"Science" (2000)
"Something for Nothing: A Biography of the Universe"
"Space Talking"
"Tilted Playing-Field"
"Unclear Winter"
"Unlicked Bear-Whelp (The)"
"Winding Road: To Room-Temperature Super-Conductivity via Absolute Zero (The)"
"With the Knight Male"Saggi su"Charles Sheffield", di Charles N. Brown, "Locus" vol. 24:1, n. 348, gennaio '90, vol. 33:2, n. 403, agosto '94

Anni
'77
; '78; '79; '80; '81; '82; '83; '84; '85; '86; '87; '88; '89; '90; '91; '92; '93; '94; '95; '96; '97; '98; '99; 2000; 2001; 2002"

Future Quartet: Earth in the Year 2042: A Four-Part Invention", (Morrow AvoNova, '94); comprende: 
Sheffield, Charles, "Introduction"
Bova, Ben, "2042: A Cautiously Pessimistic View", articolo, "The World & I", ‘91
Bova, Ben, "Thy Kingdom Come", "Science Fiction Age", marzo '93
Pohl, Frederik, "A Visit to Belinda", articolo
Pohl, Frederik, "What Dreams Remain"
Sheffield, Charles, "Report on Planet Earth", articolo
Sheffield, Charles, "The Price of Civilization", "Amazing", settembre '92
Pournelle, Jerry, "Democracy in America in the Year 2042", articolo
Pournelle, Jerry, Sheffield, Charles, "Higher Education"


 

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sito ufficiale di Charles Sheffield

 
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