
| Traduzione
e realizzazione: Andrea Iovinelli |
Story | Column | Intervista |
Il
testo originale può essere letto sul sito ufficiale della
Production I.G.
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IL
MONDO DI "GHOST IN THE SHELL" o L'ARBITRARIA IMMAGINAZIONE DI
UNO SCRITTORE FANTASMA
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Questa è la rubrica scritta da Yoshiki Sakurai, uno degli sceneggiatori della serie TV GHOST IN THE SHELL: STAND ALONE COMPLEX. Scoprirete tutti i più stimolanti retroscena delle storie, i termini tecnici e gli scenari fantascientifici ritratti all'interno del cartone animato. |
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Ciber-cervelli
- di Yoshiki Sakurai
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Questi terminali impiantabili hanno a poco a poco rilevato l'antiquata e obsoleta tecnologia di quelli portatili/indossabili per assurgere in pratica allo stato di prototipi di ciber-cervelli. Per merito dell'inarrestabile progresso tecnologico che ha introdotto l'utilizzo pratico delle mirco macchine, i cervelli cibernetici sono diventati sempre più sicuri ed economici. Questo ha causato la rapida diffusione dei ciber-cervelli in tutte quelle nazioni che presentavano poche o nessuna restrizione di tipo religioso, come per l'appunto il Giappone. Ma la vasta espansione di cervelli cibernetici ha finito per causare un'ansietà sociale: la gente ora era esposta al rischio di un attacco hacker al cervello per mezzo della connesione neurale comune all'intera popolazione dotata di ciber-cervello. Il più serio crimine hacker al cervello fu il "Ghost Hack", un caso in cui l'individualità totale, incluse le passate memorie e la capacità di discernimento di una data persona, divennero oggetto dell'attacco hacker. In seguito furono prese numerose contromisure, come lo
sviluppo di molti muri e barriere protettive, così come furono
rafforzate le regolamentazioni in materia, per non parlare della maggiore
sicurezza all'interno dei sistemi di comunicazione neurale. Fallendo però
nel tentatvo di eliminare i crimini cibernetici, il tutto risolto in una
specie di caccia al topo: sviluppo di ulteriori barriere di protezione
e conseguente emersione di hackers sempre più originali e intelligenti
per aggirarle. |
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Tecnologia
Cyborg
- di Yoshiki Sakurai
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A cominciare dal suo sviluppo negli studi di medicina in ambito militare, la tecnologia cibernetica è progredita rapidamente dopo la guerra ed ha ampliato il suo raggio da medico a militare, garantendo così una potenza che il solo corpo umano non avrebbe mai potuto raggiungere. Ad ogni modo non si è estesa oltre; lunghe e costose manutenzioni, la consistenza macchina-carne di difficile riproduzione, e una repulsione mentale radicata nelle persone, furono troppo affinché si avesse una penetrazione di massa. Tuttavia il lento diffondersi della popolazione cyborg diede vita a una interessante questione: perché mai l'aspetto umano dovrebbe essere mantenuto proprio come quello umano? Questa rilevante domanda fece la eco a un'altra molto più antica; perché mai i robot dovrebbero avere l'aspetto di un uomo? Ed è così che Jameson-Cyborgs (cyborg a forma di scatola) entrò nel mercato. Uno dei problemi che creò l'incremento dei cyborg,
fu proprio il profondo solco tra la gente ciberneticamente "migliorata"
e quella "non-migliorata". La divisione tra le parti comunque
non rappresentò di fatto nulla di nuovo, ed esperienze simili potevano
benissimo essere rintracciate nel passato della storia umana, osservato
diffusamente nei conflitti tra le religioni, le razze o le nazioni. La
tecnologia cibernetica creò quella stessa vecchia spaccatura in
un nuovo ambito, ripresentando il pregiudizio, la discriminazione e l'odio.
In risposta, furono proposte iniziative come quella di bandire l'uso del
termine 'cyborg', sostenendo come la parola avesse assunto un'accezione
puramente discriminatoria, ma al di là dell'utilizzo o meno di
certi vocaboli, la sensazione di appartenere alla 'diversità' era
ormai evidente e radicata in entrambe le parti. |
| © Shirow Masamune-Production I.G/Kodansha |